PESCARA. C’è la possibilità che arrivino dell’Unione europea i fondi per risarcire le imprese colpite dal maltempo. L’indicazione arriva da Bruxelles, dove l’Abruzzo ha avviato le pratiche per poter attingere al fondo di solidarietà che può intervenire fino al 2,5 per cento dei danni globali stimati (pubblici e privati). La chiave di volta è però nella richiesta di “disastro straordinario” che l’Abruzzo può presentare insieme alle altre Regioni dove le conseguenze del maltempo hanno ripercussioni sia sulle condizioni di vita della popolazione, sia sulla stabilità economica (lavoro, turismo, commercio). In questo caso il fondo di solidarietà europeo interviene per un massimo di 75 milioni di euro.
L’OBIETTIVO. Ottenere un «adeguato ristoro» al sistema produttivo è diventato uno degli obiettivi primari dalla giunta dopo che il governo ha assicurato il rimborso delle spese per l’emergenza (i costi per i mezzi e il personale impegnato nella pulizia delle strade e i soccorsi). «Gli effetti nefasti dell’ondata di maltempo si fanno sentire», ammette il governatore Gianni Chiodi, «ma sto facendo pressione sul governo, insieme agli altri presidenti di Regione, affinché ci sia un riconoscimento alle imprese e si possa arrivare anche al differimento degli adempimenti fiscali». «Va considerato», rimarca, «l’aspetto critico legato alle varie categorie di imprese, già colpite dalla crisi che hanno subito danni ingenti o hanno ridotto il volume di affari a causa del crollo delle vendite, all’impossibilità di approvvigionamento e alla concreta difficoltà negli spostamenti».
PAGAMENTI. La proroga degli adempimenti e dei versamenti Inps ed Inail in scadenza è stata sollecitata nei giorni scorsi da Confesercenti e Confcommercio. La Confartigianato chiede in subordine la non applicazione delle sanzioni per i pagamenti effettuati in ritardo. «È opportuno che la Regione valuti la cassa integrazione in deroga per le aziende prive di strumenti ordinari di sostegno al reddito», auspica il presidente Confartigianato Pescara Luca Di Tecco. Confartigianato intende inoltre chiedere alle banche di attuare una moratoria su tutte le scadenze (mutui, leasing).
RISOLUZIONE PD. E a spingere la giunta regionale ad agire con determinazione è stato anche il Consiglio dove ieri è passata all’unanimità la risoluzione del Pd sull’emergenza maltempo. La risoluzione impegna Chiodi sulle spese sostenute dagli Enti locali e sulla deroga al Patto di stabilità per i Comuni. Su quest’ultimo già c’è stata un’apertura dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giampaolo D’Andrea.
I SENATORI ABRUZZESI. Ma è sul terzo punto della risoluzione che ieri si è registrata una discrasia con Roma. Si tratta dell’impegno chiesto ai parlamentari abruzzesi affinché l’Abruzzo venga escluso dalla eventuale “tassa sulle disgrazie” prevista dalla legge Tremonti per le Regioni che mirano al riconoscimento dello stato di emergenza.
Ebbene ieri in Senato, al termine delle commissioni riunite I e V chiamate a votare il provvedimento del decreto Milleproroghe sulla “tassa delle disgrazie”, è stato bocciato l’emendamento che prorogava gli effetti della legge che pone in capo al ministero dell’Economia il reperimento delle risorse da stanziare per emergenze nazionali come quella dell’ondata di maltempo che ha devastato l’Abruzzo. L’emendamento era stato presentato come primo firmatario dal senatore Alfonso Mascitelli (Idv) che fa ora notare come il voto contrario sia arrivato da Pd e Pdl, «compresi i senatori abruzzesi». «Siamo stati lasciati soli contro la “tassa sulle disgrazie”», dice il segretrario regionale Idv che prospetta due scenari: il primo, aspettare l’intervento dell’Europa con il fondo di solidarietà, con il rischio di tempi lunghi e di esiti incerti, «come nel caso della Zona franca per L’Aquila»; il secondo, che il governo intervenga con risorse proprie. «Ma questo», conclude Mascitelli, «implica un’autorizzazione legislativa a monte, che, per ora, non esiste, visto che è vigente la norma sulla tassazione delle Regioni».