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Pescara, 11/04/2026
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Data: 15/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Aeroporti, la fascia adriatica ko

Signor Direttore, facendo riferimento all’articolo apparso sul suo giornale lo scorso venerdi 10 febbraio sul futuro dell’aeroporto di Pescara ho notato che secondo studi e ricerche elaborate da Kpmg e Nomisma sulle proiezioni future degli aeroporti italiani che dovrebbero incrementare di 100 milioni il numero di passeggeri da qui fino al 2030 (passando quindi a 250 milioni di passeggeri), ebbene l’aeroporto d’Abruzzo sarebbe tra i quattro più piccoli aeroporti d’Italia insieme a Bolzano, Perugia e Taranto.
Infatti tale studio rileva che nel 2030 aeroporti oggi inesistenti o semplici piste di atterraggio senza passeggeri o di piccole dimensioni come Aosta, Cuneo, Siena, Grosseto, Isola d’Elba, Foggia, Crotone o Tortolì diverrebbero più importanti dello scalo abruzzese.
Ora non voglio sindacare gli sviluppi futuri di certe aree che giocoforza prenderebbero delle dimensioni molto importanti, come Viterbo, Grazzanise e Salerno, in quanto rimpiazzerebbero scali importanti oggi esistenti come Ciampino o Capodichino, però constatare che sull’Adriatico da Bologna a Bari sono previsti flussi di passeggeri tali da prospettare la chiusura di quelli esistenti mi sembra abbastanza esagerato.
Quindi ci ritroveremmo (salvo interventi di privati) senza aeroporti da Rimini, che sopravviverà grazie all’unione con Forlì, fino a Bari.
Mi sembrava di aver capito che il turismo fosse una delle pietre miliari del futuro dell’Italia, ma sembra che ciò non riguardi la costa adriatica visto che anche l’Alta Velocità ferroviaria non punta su questa area geografica, senza parlare che tali studiosi forse non sanno cosa vuol dire attraversare gli Appennini abruzzesi oppure a nostra insaputa esiste un progetto di Alta Velocità Fiumicino - Pescara?
Cordialmente.

MARIO DE IULIIS PESCARA

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