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Pescara, 11/04/2026
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Data: 15/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Liberalizzazioni, avanti adagio. Cassati i primi emendamenti. Venerdì voto finale

ROMA. È proseguita sino a ieri sera la seduta della Commissione Industria del Senato alle prese con i 2300 emendamenti al decreto liberalizzazioni. Il via libera su un pacchetto di emendamenti molto contenuto, dovrebbe arrivare a fine settimana. I relatori Vicari e Bubbico hanno chiarito che delle eventuali modifiche al decreto, solo 300 sono «proposte vere, anche perché oltre 500 sono emendamenti-fotocopia che possiamo tranquillamente cassare». Ma anche questo numero sarà sottoposto a una cura dimagrante: secondo Filippo Bubbico (Pd), gli emendamenti veri non saranno più di 40, e tra questi ci saranno sicuramente quelli relativi al trasferimento delle tesorerie degli enti locali alla tesoreria unica. Una ipotesi contestata duramente dalla Lega, che con l’ex ministro Maroni si appella agli amministratori locali: «Chiunque deve ribellarsi». L’accentramento delle Tesorerie Comunali è «una lesione dei principi del federalismo» da contrastare, anche con la disobbedienza civile che «va bene perchè sono soldi che il Governo si prende con una legge. La prossima volta sarà un prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini». La norma, che vale 8,6 miliardi di euro l’anno e varrà fino al 2014, è definita dalla Lega «una politica del gambero sul federalismo». E se il governatore del Piemonte Cota si dichiara pronto a ricorrere alla corte costituzionale, il coordinatore delle commissioni economiche della Camera del Pd, Francesco Boccia, ritiene la polemica della Lega «del tutto infondata. Si tratta di una norma che farà risparmiare allo Stato 260 milioni e che, soprattutto, non lede minimamente l’autonomia fiscale, impositiva e finanziaria degli Enti».
Il nucleo centrale del provvedimento, non dovrebbe subire particolari cambiamenti: su farmacie, carburanti, notai, energia, assicurazioni, banche e ferrovie il testo del governo dovrebbe risultare sostanzialmente confermato. Incertezze sui tempi di approvazione del provvedimento: ieri sera i senatori avevano affrontato solo una decina di articoli, e oggi, con la possibile fiducia sul decreto milleproroghe, i lavori delle Commissioni di Palazzo Madana, si fermeranno. E’ probabile quindi che l’aula possa ricevere il provvedimento non prima di venerdì, o martedì, al più tardi, quando dovrebbe iniziare la discussione generale

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