Iscriviti OnLine
 

Pescara, 11/04/2026
Visitatore n. 753.021



Data: 16/02/2012
Testata giornalistica: La Stampa
Tagli al trasporto pubblico locale - «Cota ci vuole imporre un taglio del 15%». Non vogliamo rimanere a piedi

«I centri di montagna continuano ad essere penalizzati» I piccoli Comuni del Canavese rischiano seriamente di rimanere a piedi. Il taglio dei fondi al trasporto pubblico locale, imposto dalla Regione Piemonte, inciderà soprattutto sui pullman diretti ai piccoli centri della provincia. A partire da quelli con una frequenza media inferiore ai dieci passeggeri. L'allarme lo ha lanciato il presidente della Provincia, Antonio Saitta, che lunedì sera, nella sala consiliare ci Rivarolo, ha incontrato i sindaci dell'area alto canavesana e del Ciriacese. «La Regione ci vuole imporre un taglio del 15% spiega Saitta - ma non possiamo andare oltre il 3%, altrimenti non saremmo più in grado di garantire i servizi essenziali. Una cosa è il contenimento delle spese. Un'altra sfasciare il trasporto pubblico». Saitta chiederà alla Regione di temporeggiare per valutare eventuali tagli anche con i sindaci. Ma nelle opzioni di risparmio, a rischio ci sono sempre le corse per i piccoli paesi. «Ci hanno già tolto tutto tre anni fa - dice il sindaco di Levone, Maurizio Giacoletto - i bus della domenica, le corse della sera e persino il "Provibus", il servizio di trasporto a chiamata. Adesso basta. Questo territorio ha già pagato». Un chiaro riferimento all' area Rocca-Levone-Front-Rivarossa, già penalizzata in occasione del primo taglio alle autolinee. «I nostri dieci passeggeri - aggiunge Giacoletto hanno gli stessi diritti degli altri». Parole condivise dal sindaco di Ceresole Reale, Renzo Bruno Mattiet. «I paesi di montagna sono già isolati. Dalla Valchiusella alla val Ceronda. Va bene razionalizzare ma noi siamo già alla canna del gas. Ci sono studenti che partono alle 5,30 del mattino per arrivare a Ivrea alle 9. A quei passeggeri andrebbe pagato il biglietto, altro che parlare di tagli». Nessun giro di parole anche da parte del sindaco di Busano, Giambattistino Chiono. «Come mai quando c'è da ridurre i servizi si parla sempre del Canavese? A Torino non si taglia mai nulla?». Il territorio, insomma, farà di tutto per evitare un'ulteriore riduzione dei servizi. Anche se, probabilmente, qualche sacrificio andrà comunque fatto. «Bisogna riflettere sui numeri - dice il sindaco di Rivarolo, Fabrizio Bertot - ci sono pullman che viaggiano praticamente vuoti. E' su quelli che bisogna intervenire, come sui treni della Canavesana che vanno a Pont, quasi sempre inutilizzati». Secondo i dati della Provincia, sono un centinaio le linee che, in media, non superano i 10 passeggeri a corsa (60 in Canavese e una quarantina nel ciriacese). Tutti collegamenti con frazioni o paesi di montagna che, senza quei bus, si ritroverebbero del tutto isolati. «I tagli che vuole la Regione non sono sostenibili - dice il sindaco di Ciriè e presidente Gtt, Francesco Brizio - anche perché il governo Monti ha ripristinato i fondi per il trasporto pubblico. I margini per trattare ci sono: serve un tavolo di confrontocon la Regione». Anche il sindacato scenderà in campo a favore dei sindaci. «Serve più solidarietà da parte dei Comuni più "fortunati", come può essere Rivarolo» dice Giovanni Ambrosio della Cgil. LA PROVINCIA Il presidente Saitta scarica tutte le colpe sulla Regione

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it