SCONTRO frontale tra autisti e «Seta», la nuova società emiliana che dall'inizio dell'anno gestisce il trasporto pubblico. Ieri ci sono stati numerosi ritardi e addirittura corse di bus «saltate» a Reggio e provincia perché una ventina di autisti si è rifiutata di prendere servizio. Così tanti reggiani sono rimasti al gelo e sono arrivati tardi a scuola e al lavoro. Per l'azienda si è trattato «di interruzione di pubblico servizio, conseguenza di un'irrituale e illegittima forma di protesta». Per l'Usb (unione sindacale di base) si tratta invece di «un'adeguata risposta dei lavoratori ai dirigenti Seta che hanno deciso di modificare, in peggio e unilateralmente, i turni dei lavoratori della ex Autolinee dell'Emilia». MA COS'È SUCCESSO? Ieri mattina, venti autisti non si sono mossi dal deposito di via del Chionso, sostenendo che gli autobus non erano a norma per il codice della strada. «Addirittura c'erano estintori scaduti da mesi», hanno sottolineato. E' chiaro che si è trattato di una mossa di protesta. Gli stessi autobus, infatti, il giorno prima non avevano problemi... Fatto è che ieri venti mezzi (tra cui due «jumbo» della linea 2) sono rimasti ai box. «LE MOTIVAZIONI degli autisti - scrive Seta in una nota - sono risultate del tutto pretestuose. L'azienda ha provveduto immediatamente a verificare la conformità dei mezzi, rilevando che tutti erano idonei a circolare e provvedendo a ripristinare in breve tempo la regolarità del servizio». Sul «caso» è intervenuto anche Angelo Malagoli (foto), presidente di Act, che dopo aver ceduto la gestione del servizio ora è Agenzia provinciale della mobilità. «La protesta degli autisti - scrive - ha avuto un effetto paragonabile a uno sciopero improvviso. Stiamo valutando quali provvedimenti prendere in base al vigente contratto di servizio». Poi Malagoli precisa: «Non siamo di fronte a esuberi, cassa integrazione o licenziamenti, ma a una nuova organizzazione dell'orario di lavoro e dei turni che, per quanto possa risultare fastidiosa, non giustifica il fatto di lasciare a piedi, al gelo, centinaia di utenti. Chiediamo ai lavoratori, ai sindacati e alla direzione di Seta di sospendere le ostilità - conclude Malagoli - almeno fino al termine dell'emergenza freddo, e di utilizzare proficuamente questi giorni per trovare i necessari accordi che evitino il ripetersi di disagi di questo genere». MA I SINDACATI non pare abbiano molta voglia di sotterrare l'ascia di guerra. «L'Usb - scrivono - garantisce che sarà a fianco dei lavoratori per evitare che i tanto decantati risparmi che si dovrebbero ottenere dalla fusione altro non siano che il peggioramento e la negazione dei diritti dei lavoratori che operano in Seta». A rimetterci, come sempre, gli utenti che ieri sono rimasti al freddo e sono arrivati in ritardo a scuola e al lavoro.