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Pescara, 11/04/2026
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16/02/2012
Il Centro
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Verso le elezioni a L'Aquila - Cialente e Festuccia, prime stoccate. Sfida nel centrosinistra, Bersani e Vendola in città a sostegno dei candidati |
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L’AQUILA. Si sono presentati ufficialmente i due sfidanti alle primarie del centrosinistra: il sindaco uscente Massimo Cialente (Pd) e l’ex consigliere e primario dell’ospedale San Salvatore, Vittorio Festuccia (sostenuto da Sel). E’ partita dunque la sfida elettorale a due per la scelta del candidato sindaco alle amministrative di maggio. Il voto per le primarie si terrà domenica 4 marzo. Mancano 18 giorni in cui si concentreranno assemblee e dibattiti, anche con i big del Pd (Pierluigi Bersani) e di Sel (Niki Vendola). Più che sfidanti, Cialente e Festuccia sono sembrati compagni di una stessa avventura. Toni più pacati e parole di stima quelli utilizzati da Festuccia nei confronti del sindaco, duramente attaccato il giorno in cui ha ufficializzato la sua candidatura con Sel; atteggiamento conciliante anche quello scelto da Cialente nei confronti dell’avversario. «Per me le primarie sono un esame che viene svolto da chi mi ha votato 5 anni fa» ha esordito il sindaco «anni che sono stati durissimi. Se dovessi perderle» ha aggiunto «significherebbe che perderei le elezioni». Cialente non è preoccupato per il trend che le primarie stanno avendo in altre città d’Italia. Un esempio per tutti: Genova, dove il sindaco uscente, del Pd, le ha perse a vantaggio del candidato di Sel. «Il mio unico interesse è che al governo della città torni il centrosinistra. Stiamo ancora pagando i danni dell’amministrazione di centrodestra». E cita la metropolitana di superficie. Festuccia ha chiamato il sindaco più volte per nome. «Non sarò la foglia di fico di Massimo» ha detto «voglio essere un’alternativa a questa amministrazione, con idee nuove. Non condivido il modo in cui il post-sisma è stato gestito, anche se riconosco che Massimo non si è grattato la pancia». Il suo problema è stato la mggioranza «che lo ha lasciato solo». E giù l’elenco delle cose malfatte: «La città si è disgregata, la periferia è disordinata e abbandonata. L’Aquila rischia di diventare una Pompei moderna» ha detto Festuccia, riservando infine una critica al movimento “Appello per L’Aquila”: «Ettore Di Cesare poteva candidarsi alle primarie del centrosinistra, è facile arroccarsi dietro la propria posizione e dire: io sono il candidato sindaco punto e basta». Quanto all’esito delle primarie (la cui campagna elettorale non dovrà, per regolamento, costare più di 15mila euro), Festuccia ammette senza esitare: «Se dovessi perdere, appoggerei Cialente». IL VOTO. Potranno votare dalle 8 alle 22 del 4 marzo tutti i residenti in città che abbiano compiuto 16 anni (compresi gli stranieri). I seggi sono 12, tra cui uno in centro storico e diversi nei quartieri del progetto Case più estesi.
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