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Data: 11/12/2006
Testata giornalistica: La Repubblica
Autostrade, Abertis si allontana "Troppi ostacoli, vedremo" L'amministratore delegato del gruppo spagnolo ha diffuso un comunicato nel quale lamenta le difficoltà che il progetto ha incontrato finora

MILANO - La fusione tra Autostrade e il gruppo spagnolo Abertis appare sempre più lontana, data la contrarietà espressa in più occasioni dal governo italiano. E a tre giorni dall'assemblea di Autostrade, Abertis lamenta gli ostacoli trovati sul cammino dell'operazione, e annuncia che comunque nei prossimi giorni verrà assunta la decisione definitiva sulla fattibilità del progetto.

"Successive decisioni delle autorità italiane hanno creato una serie di difficoltà, che ci ha obbligato a rivedere di volta in volta la nostra posizione", ha spiegato l'amministratore delegato del gruppo spagnolo Salvador Alemany Mas in un'intervista all'agenzia Reuters.

"L'attuale progetto di fusione con Autostrade entra nella fase decisiva. Nei prossimi giorni dovremo assumere decisioni importanti riguardo all'operazione", ha affermato precedentemente in un comunicato Alemany.

"Arriviamo con la stessa volontà con la quale abbiamo avviato il processo quasi otto mesi fa, ma le decisioni adottate via via dalle autorità italiane hanno sollevato difficoltà crescenti e ci hanno obbligati a rivedere continuamente la nostra posizione", ha detto ancora l'ad di Abertis nello stesso comunicato.

"E' nota l'unità di intenti e la collaborazione mantenuta con Autostrade, così come la nostra disponibilità al dialogo e all'accordo con il governo italiano. Fin dall'inizio - ha ricordato Alemany Mas - abbiamo cercato di portare avanti efficacemente e con rispetto tutte le richieste di Roma e Bruxelles".

Tuttavia, ha lamentato l'Ad di Abertis, al momento l'operazione potrebbe porre gli azionisti "di fronte a fattori di rischio non quantificabili e, al momento, la nuova normativa italiana presenta uno spazio di incertezza che dovrà essere definito per evitare un'insicurezza giuridica".

"In conclusione - ha detto Alemany Mas - non voglio dire che l'operazione non sia realizzabile, però ormai rimane davvero molto poco tempo per realizzarla secondo il calendario che avevamo previsto. A tre giorni dall'assemblea di Autostrade e a venti dalla fine dell'anno ancora non sappiamo come si configurerà la normativa italiana sulle concessioni. Inoltre la fusione non può ancora contare sulle autorizzazioni del governo italiano, e infine quest'ultimo ha avviato azioni legali contro Autostrade".

L'amministratore delegato di Abertis ha concluso il comunicato con "una riflessione guardando all'Europa. Se quest'operazione difesa dalla Commissione Europea non va in porto, se malgrado l'accordo unanime degli azionisti e dei mercati azionari la fusione fallisce per i blocchi politici, dovremo ammettere che siamo lontani dall'idea di poter contribuire come imprese alla costruzione dell'Europa unita".

Oggi anche il presidente di Autostrade, Gian Maria Gros-Pietro, in un'intervista a un quotidiano ha dichiarato che se entro il 13 dicembre (data dell'assemblea degli azionisti del gruppo) "non sarà arrivata l'autorizzazione o se il parere dell'Anas sarà negativo, allora sarà inevitabile rinunciare al progetto" di fusione.

L'accordo per la fusione tra Autostrade e Abertis è stato concluso ad aprile. Diversi esponenti del governo si sono detti subito contrari, tuttavia in seguito l'esecutivo si è impegnato, anche sulla scia della pressione della Commissione Europea, a eliminare gli ostacoli normativi alla fusione. La Ue ha anche avviato una procedura contro l'Italia per "violazione dei principi della libera circolazione".

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