| |
|
| |
Pescara, 11/04/2026
Visitatore n. 753.021
|
|
|
|
|
|
|
17/02/2012
Il Messaggero
|
Energia, trasporti, amministrazione: Confindustria all’attacco. Angelucci: «Sui trasporti chiediamo alla Regione di arrivare senza indugi all’azienda unica e a un mercato autenticamente liberalizzato» |
|
PESCARA - Il punto, però, è un altro: «In questi anni - spiega - abbiamo coltivato l’ambizione di offrire non solo alla nostra regione contributi di pensiero autorevoli e trasversali. Non deluderemo neanche stavolta, a partire dal primo tavolo tematico dedicato alla Green economy». Al quale, in effetti, si alterneranno Cesare Puccioni, vastese e presidente nazionale di Federchimica, imprenditori di frontiera come Antonio Nidoli e Gianluigi Nidoli, ma soprattutto Ermete Realacci, presidente di Symbola, la fondazione che sostieme l’Italia delle qualità e delle eccellenze. «E ne avremo di cose da dire - continua Angelucci -. Ad esempio che la produzione di energie da fonti rinnovabili non può essere promossa dallo stato con politiche e incentivi e sterilizzata dalle amministrazioni locali di fronte a ogni accenno di protesta. Occorre ragionare, anche con chi dice no, occorre spiegare ad esempio che biomasse e fotovoltaico a terra non sono il male assoluto. Sono cose previste dalla legge e alla fine il mondo della produzione ha diritto a risposte chiare. Darle è compito della politica e questo non è che uno degli elementi di frizione tra i nostri mondi». Il labile confine tra declino e sviluppo è al centro del secondo tavolo, con ospiti main del calibro di Raffaele Bonanni, Pier Ferdinando Casini, Fabrizio Saccomanni, tanto per citare, che si confronteranno con il governatore abruzzese Gianni Chiodi. «Noi imprenditori continuiamo a coltivare l’ottimismo, anche nella peggiore congiuntura interna e internazionale - dice il numero uno di Confindustria in Abruzzo -. Anche di fronte a uno scenario domestico dominato dalla tragedia del terremoto. E’ questo il motivo per cui parliamo, con apparente cinismo, dell’Aquila come opportunità; ma questo è anche il motivo per cui vogliamo trasformare la ricostruzione del capoluogo in un’autentica questione regionale. L’Aquila è la nostra capitale e ci riguarda come abruzzesi. A tre anni dal terremoto constatiamo che il più grande cantiere di Europa stenta a partire e a dispiegare i suoi effetti sull’intero gioco economico. Confindustria ha applaudito l’assunzione di impegno del governo Monti, con la nomina del ministro Barca; al contrario, Confindustria ha sempre deprecato il conflitto paralizzante tra il governatore-commissario Chiodi e il sindaco dell’Aquila Cialente». Altre sfide, altri fardelli nel difficile cammino verso l’uscita dalla crisi. «Internazionalizzazione e attrattività - dice Mauro Angelucci - sono le parole d’ordine che vogliamo promuovere per rimettere in moto il paese. L’Europa è un continente che invecchia e non ha altra scelta che competere sui mercati emergenti e rendere appetibili i propri territori. Serve coraggio e un riformismo saggio: l’articolo 18, se devo dire la mia, è addirittura problema marginale rispetto ad esempio all’urgenza di riformare pubblica amministrazione, trasporti, energia». Questioni che in parte incrociano il cortile di casa nostra. «Vero - è la risposta di Mauro Angelucci -. Sui trasporti chiediamo alla Regione di arrivare senza indugi all’azienda unica e a un mercato autenticamente liberalizzato. E’ solo una delle riforme che l’Abruzzo attende e che Confindustria sollecita. Ma alla politica chiediamo molto di più, a cominciare da una legge elettorale con collegi uninominali e sbarramento al sei per cento». Sarà un bel match, oggi pomeriggio al Marina di Pescara.
|
|
|
|
|