In barba alla superstizione il sindaco Massimo Cialente non ha avuto esitazioni nel presentare ufficialmente la sua candidatura di venerdì 17. Non c’era il segretario cittadino del Pd Francesco Iritale, ma a fare gli onori di casa nella sede del Pd ci ha pensato il presidente provinciale del partito, Americo Di Benedetto. Contemporaneamente sul web sbarcava anche il suo profilo su Facebook per una campagna elettorale che si giocherà anche su Internet. A sostenere il sindaco c’erano quasi tutti gli assessori della sua giunta. I primi colpi sono stati subito sparati contro il centrodestra: «Ci hanno lasciato un Comune distrutto - ha spiegato Cialente - con 476 dipendenti nelle municipalizzate. Giorgio De Matteis ha contribuito a distruggere l’Afm, Ricciuti l’Asm. Pesante poi l’eredità della metropolitana il cui nodo sarà sciolto nei prossimi giorni». La città per Cialente deve essere difesa «rispetto a un progetto politico altro che è interpretato da Chiodi e Piccone». Il sindaco ha ricordato che a un mese esatto dal terremoto era stata partorita una ordinanza che prevedeva la diaspora di uffici e personale. «Feci volare le sedie e alle 4 di notte per annullare quell’ordinanza ideata da Venturoni e Chiodi - ha ricordato -. Dov’era De Matteis? Spero che già la prossima settimana la struttura commissariale venga sfrondata». Il sindaco ha delineato anche i punti del suo grande progetto per L’Aquila: città universitaria e Gran Sasso Institute (una realtà entro marzo); industria aerospaziale e farmaceutica in barba alla «buffonata della zona franca su cui dovranno chiederci scusa». Fra i progetti strategici c’è l’acquisto del modulo dell’ex Aquila Sviluppo pari a 30 mila metri quadrati in parte da destinare agli spin off universitari, mentre la palazzina degli uffici potrebbe ospitare giovani ricercatori. Il sindaco spera di ricollocare entro un anno i lavoratori della Finmek. Fra le scadenze di fine legislatura c’è anche l’approvazione del Piano urbano della mobilità. Fra i progetti nel cassetto e quelli futuri: la delibera sulle aree bianche pronta la prossima settimana; il nuovo Prg entro la metà del 2014; la nuova sede unica del Comune nel palazzo ex Ipab accanto a palazzo Margherita. «Lo possiamo fare in due anni, ho i soldi, se Chiodi accetta la permuta con l’autoparco». A giorni sarà inoltre sottoscritto il protocollo d’intesa per l’ex distretto militare di San Bernardino dove sorgerà il museo della Perdonanza. Fra gli altri contenitori cittadini Cialente propone un’area artigianale all’ex Sercom; a Paganica un quartiere fieristico; il palazzo del Welfare a due passi dalla Villa Comunale. Qualche battuta anche sul complesso quadro politico «L’Idv è un po’ come la favola del lupo e dell’agnello - spiega Cialente - De Santis mi attacca perché non gli ho fatto fare l’assessore. L’Udc invece è vittima di un tranello: appoggia De Matteis perché crede che sia il candidato del terzo polo, ma non ha capito che invece lo sostiene parte del Pdl». Critica l’Idv: «Un sindaco che si ricandida dovrebbe far parlare solo le realizzazioni e gli atti amministrativi assunti, le cose fatte e i problemi risolti in 5 anni e non proporre programmi fumosi, zeppi di luoghi comuni e di aria fritta» dice Lelio De Santis.