La riduzione del 26,7% rispetto a dicembre per il sindacato è il segnale di una transizione verso la disoccupazione
ROMA - La cassa integrazione a gennaio è calata a 54,9 milioni di ore (-26,7% su dicembre, -8,5% su gennaio 2011) ma questa riduzione è il segnale di una «progressiva transizione verso la disoccupazione». Lo sostiene la Cgil, citando i dati delle rilevazioni Inps da parte del proprio osservatorio Cig, precisando che nel mese erano in cassa 312.000 lavoratori in media con 675 euro in busta paga in meno. Intanto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, boccia l'ipotesi di una stretta sulla cassa integrazione straordinaria: «Sostituirla con l'indennità di disoccupazione - ha detto - è come aprire ai licenziamenti collettivi di fronte alle riorganizzazioni aziendali». Landini ha chiesto piuttosto di «estendere la cassa anche a chi non ce l'ha».
«INCUBO RECESSIONE» - Quanto al quadro generale, si tratta di «una situazione che non consente ottimismi in un Paese entrato nell'incubo della recessione», come rileva il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere. Secondo il sindacalista, «alla riduzione della cassa c'è un contestuale aumento del livello di disoccupazione e di mobilità, così come il calo di quella in deroga è il segno della conclusione o della mancata approvazione dei finanziamenti delle regioni». Siamo in «piena emergenza», aggiunge, per questo «dobbiamo occuparci delle criticità dettate dalla crisi: dal garantire gli strumenti di tutela al dare risposta agli oltre 70 mila 'esodati' che si trovano in una situazione disperata: senza lavoro, senza pensione e senza futuro».