Ricorreranno al Prefetto dell’Aquila i pendolari peligni utenti degli autobus Arpa, se il presidente della Regione, Gianni Chiodi e l’assessore ai Trasporti, Giandonato Morra, non daranno soluzione definitiva ai disagi quotidiani sopportati finora. Lo ha annunciato ieri il portavoce della federazione dei pendolari, Francesco Di Nisio. «Siamo come rane, che vengono cotte a fuoco lento e in questo modo viene compiuta una inspiegabile discriminazione nei nostri riguardi che è segno di un’organizzazione dei trasporti veramente da terzo mondo» ha accusato Di Nisio. Il nodo da sciogliere, da dicembre scorso, resta ancora quello della soppressione della corsa diretta Sulmona-Roma. «La soppressione di quella corsa che aveva anche una consistente utenza ha provocato disagi e problemi assai gravi a tutto danno dei pendolari - ha ricordato Di Nisio - non capiamo come mai i pendolari debbano sopportare ancora questa situazione di disagio». La Federcopa prende atto della sollecitudine e dell’attenzione dimostrate dall’assessore Morra nei riguardi dei pendolari ma si dice «sconcertata e sconfortata» dal fatto che ad insaputa dei pendolari i vertici dell’azienda regionale Arpa abbiano deciso la soppressione della corsa diretta che collegava Sulmona e Pratola alla Capitale, senza aggravare di ulteriori pesi la vita dei pendolari. «Per Avezzano potrebbe transitare la corsa delle ore 15 - ha spiegato il portavoce di Federcopa - risparmiando disagi ai pendolari cui urge arrivare in tempi anticipati rispetto alle 11 attuali, la proposta prima presa in considerazione dall’azienda, dopo è stata respinta». Di Nisio ha anche ricordato che «se oggi Sulmona è servita dal trasporto Arpa con sole sei corse, di cui due condivise con la Marsica, L’Aquila e Avezzano godono invece di ben altro servizio, con venti coppie di corse il capoluogo regionale e dieci il capoluogo marsicano». Questi, secondo Federcopa, sono i dati eloquenti della «discriminazione» che ancora una volta, anche nel caso dei trasporti, colpirebbe il Centro Abruzzo.