ROMA. Nessun attacco diretto, ma un paziente accerchiamento, attuato con diversi strumenti per arrivare comunque al risultato voluto: la scoperta del maggior numero di evasori possibili. Tra le tante armi che il governo si appresta a utilizzare ci sarà anche quella di una black-list formata da tutti coloro che sono stati scoperti, casualmente o a seguito di controlli, nel non rilasciare lo scontrino fiscale. Venerdì il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare un pacchetto di provvedimenti sulle semplificazioni fiscali, che ha un unico obiettivo: incrementare il gettito fiscale senza aumentare le aliquote o le imposte, ma agendo soprattutto sul versante dell’elusione, più che su quello dell’evasione. I margini di incremento per l’erario sono imponderabili, perché riguardano i professionisti o i commercianti, che pagano le tasse, ma in misura ridotta, “tagliando” fatture e scontrini, al minimo delle quote definite dagli studi di settore.
In questa maniera si approfitta della zona grigia, del confine tra legalità, l’emissione di documenti fiscali, e l’illegalità, non sempre e comunque, per pagare meno tasse. Adesso il governo prova a stringere le maglie, attaccando i potenziali elusori e inserendo, secondo quanto riporta un quotidiano milanese, in un nuovo database tutti coloro che sono stati pizzicati almeno una volta senza aver emesso lo scontrino e la fattura.
Anche questo provvedimento, che si accompagna alla nuova Imu (l’imposta comunale sugli immobili che ha sostituito l’Ici), liberata di molti sgravi, a nuovi paletti per le compensazioni Iva, e a multe più salate per chi trasporta capitali all’estero, si inserirà nella più organica riforma fiscale che il governo si appresta a varare ad aprile, utilizzando la delega che il governo Berlusconi aveva avuto dal Parlamento lo scorso anno. Una riforma che avrà alcuni caposaldi: un nuovo testo unico, la ridefinizione complessiva delle aliquote, ma senza incrementare o ridurre gli estremi, un robusto taglio alle detrazioni e alle deduzioni oggi disponibili sia per i privati che per le imprese. Obiettivo dichiarato incrementare il gettito globale, lavorando solo sul fronte di chi sinora ha pagato poco, senza caricare coloro, in primo luogo i dipendenti, che già pagano le tasse.