«Tonelli non disse no agli autobus elettrici». Il collaudo preventivo spettava alla Gestione governativa. L’ex sindaco Pace sui mezzi inutilizzati da 1,5 milioni. PESCARA Il milione e mezzo di euro speso per i cinque bus elettrici mai usati è un nervo scoperto sia per il Comune che li acquistò nel 2000 sia per la Gtm che li ebbe in gestione senza mai poterli mettere su strada. Le rivelazioni di Tullio Tonelli (leggi l'articolo), all'epoca direttore della Gestione governativa («Avevo sconsigliato l'acquisto, ma in Comune nessuno mi ascoltò»), chiamano in causa direttamente Carlo Pace che era sindaco al secondo mandato. E ieri lo stesso ex primo cittadino ha risposto per le rime all'ingegnere che oggi dirige Pescara Rete Gas. «Ho letto l'intervento di Tonelli sul mancato funzionamento dei bus elettrici della Gestione governativa - scrive Carlo Pace - e ritengo necessario fare alcune precisazioni a riguardo. L'unica cosa vera che è stata detta è che il sottoscritto si è sempre battuto (e tuttora si batte) per una gestione della mobilità il più possibile ecologica e rispettosa dell'ambiente. Con questi principi decisi di finanziare come Comune l'acquisto di mezzi ecologici non molto grandi e soprattutto a trazione mista e/o elettrica». Dopo essersi assunto le prime responsabilità, Pace puntualizza: «La gestione dell'appalto non è, come Tonelli sa benissimo, competenza del sindaco, ma degli uffici dirigenziali». Pace, in sostanza, distingue le responsabilità amministrative da quelle tecniche, ma è un fatto che l'indirizzo "politico" di una scelta è appannaggio del sindaco. Ad ogni buon conto, l'ex sindaco precisa ulteriormente il suo pensiero e rispedisce al mittente le accuse: «Ricordo che all'epoca il direttore tecnico della Gestione governativa era proprio il dottor Tonelli che proprio nella sua funzione aveva, credo, il compito di collaudare tali mezzi e, in caso, pretenderne le opportune modifiche nel periodo di garanzia. Non mi risulta che arrivarono lettere di Tonelli che sconsigliava di procedere all'acquisto di tali mezzi». Secondo Carlo Pace, quindi, è mancata una relazione scritta che mettesse il Comune sulla buona strada, come dire "verba volant" e la colpa di Tonelli è stata quella di non aver messo nero su bianco il suo parere. Eppure Tonelli sostiene di aver dato subito il proprio parere al Comune e di essere rimasto sorpreso quando, dopo aver verificato l'inefficienza dei primi due mezzi arrivati in città, l'Amministrazione fece arrivare gli altri tre. Al di là dell'"incidente" di percorso, Carlo Pace ribadisce: «Rimango sempre convinto che piccoli mezzi elettrici e a basso impatto ambientale possono essere molto utili specie nelle zone centrali della città e nelle zone a traffico limitato, come a Roma, Vicenza, Verona. Tanto per amore di verità». Polemiche a parte fra due protagonisti della vicenda, sembra grottesco che tutti gli altri attori fossero all'oscuro di un'operazione che costò moltissimo al Comune e non diede alcun frutto alla Gtm. Tranne Carlo Pace, nulla ne sapeva Luciano D'Alfonso, idem il suo successore Luigi Albore Mascia, come i tanti assessori alla Mobilità dal 2000 a oggi. E che dire dei quattro presidenti Gtm? Da Gianni Teodoro a Ricardo Chiavaroli, da Donato Renzetti al presidente in carica Michele Russo, non ce n'è uno che abbia sentito il dovere di occuparsi della questione. Invece domina un imbarazzato silenzio nonostante gli interessi di Comune e Gtm mai come in questo caso convergono perché cinque bus ecologici sarebbero la manna per sviluppare una migliore politica della mobilità cittadina. E nessuno sembra interessarsi a come recuperare quei mezzi, magari sostituendo le inutili vecchie batterie con moderni apparati al litio. Ci vuole tanto per uno studio di fattibilità?