Nuovo appello per superare la proroga che scade il 31 marzo. Sindacati e Confindustria: basta alimentare divisioni
L’AQUILA. «Subito i soldi dell’emergenza» per superare la proroga del 31 marzo prima della nuova paralisi degli uffici. È questo il primo cruccio del sindaco Massimo Cialente che stamani rinnoverà la richiesta di fondi al ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca che alle 10,30 a palazzo Silone presiede il vertice sulla ricostruzione e il rilancio dei territori colpiti dal sisma. C’è grande attesa per la visita del ministro che ha avuto dal premier Monti la delega a occuparsi dell’Aquila.
I SINDACI. Al secondo incontro, previsto alle 12, partecipano anche i sindaci dei piccoli Comuni del cratere sismico, tra i quali Emilio Nusca, coordinatore delle aree omogenee. Nusca ha predisposto un documento da consegnare al ministro. Dentro c’è tutto quello che, secondo i sindaci del cratere, c’è da fare per il rilancio del territorio. «Prima di tutto», spiega, «l’immediata sottoscrizione dell’intesa con il commissario per snellire le procedure per presentare i piani di ricostruzione. Poi l’immediata attivazione degli uffici territoriali per la ricostruzione, uno per ogni area omogenea. Terzo punto: che si incominci a ragionare su un piano di rilancio dell’economia di tutto il cratere, compresa L’Aquila». Ma ai sindaci stanno a cuore anche altri due aspetti: la sburocratizzazione della ricostruzione e un maggiore ascolto. «Vogliamo essere sentiti di più», dice, «mentre riteniamo che le leggi ordinarie non vadano bene per gestire un evento straordinario come il terremoto», aggiunge Nusca. «Per il piano di ricostruzione non può essere adottato un iter ordinario, che lo sottopone alla Valutazione ambientale strategica». E il commissario, è giusto che rimanga? «Il commissario deve restare, rappresenta un giusto compromesso politico», conclude il sindaco di Rocca di Mezzo. «Ma dev’essere più operativo».
LO SVILUPPO. Alle 15 il ministro incontrerà gli industriali e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Un incontro che ha scatenato le polemiche da parte degli «esclusi» come Rete imprese Italia con dentro Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e Cna. Ai comitati cittadini, invece, il ministro ha detto che l’incontro è solo rinviato. «Su questa vicenda è stata fatta un po’ di confusione», dicono il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti e il direttore della Confindustria dell’Aquila Antonio Cappelli. «Il ministro Barca incontrerà industriali e sindacati, dopo aver visto i rappresentanti delle istituzioni e i soggetti della ricostruzione, per discutere del progetto “Abruzzo 2030: sulle ali dell’Aquila”». Un progetto nato all’indomani del sisma per volontà dei sindacati e degli industriali di tutta la regione, che hanno raccolto fondi per un rilancio strategico dell’Abruzzo che partisse, appunto, dall’Aquila. «Ora», auspica Cappelli, «basta con polemiche che dividono il territorio. È il ministro che ci ha chiesto di incontrarlo per discutere il piano strategico di sviluppo, sostenuto anche dall’Ocse, di cui lui è uno dei protagonisti ben prima della chiamata al governo». «Il problema dell’Aquila», aggiunge Cappelli, «è la polemica continua su ogni cosa. Se si continua così, la città non avrà un futuro. A mio parere L’Aquila è bloccata perché c’è una contrapposizione continua tra un sindaco e un commissario». Un appello a mettere da parte le polemiche «inutili» ed evitare di alzare polveroni viene anche da Trasatti. Riferendosi a Rete Imprese Italia (Confcommercio, Confartigianato, Cna e Confesercenti) che aveva chiesto a Confindustria di non incontrare Barca, dice: «Si tratta di un incontro programmato da tempo e propedeutico al convegno che si terrà il 16 e 17 marzo per illustrare la prima parte del progetto», spiega, «ma non è sulle attività produttive. Non è vero che si vuole escludere gli altri. Sono state convocate solo le parti del Comitato del progetto». «Basta con le polemiche, guardiamo avanti», insiste Trasatti. «Abbiamo la fortuna che uno dei sostenitori del progetto sia diventato ministro. Cogliamo l’opportunità invece di dividerci». Trasatti si dice soddisfatto per il nuovo corso della ricostruzione. «Prendiamo atto che c’è un’attenzione nuova da parte del governo nei confronti dell’Aquila», spiega, «tornata a essere priorità nazionale».