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Data: 20/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Camusso: «L’accordo è lontano» Incontro con il governo. I sindacati: non si tocchi la cassa integrazione (Camusso a Che tempo che fa - guarda)

Il ministro Fornero vorrebbe sostituire la Cigs con un sussidio universale. Cgil: con quali soldi?

ROMA. «Dire che siamo vicini ad un accordo è un po’ presto». Nelle parole del segretario generale della Cgil Susanna Camusso c’è la sintesi del clima che si respirava fino a ieri, alla vigilia dell’incontro tra sindacati e ministro Elsa Fornero sulla riforma del lavoro.
Il weekend di avvicinamento non è stato affatto tranquillo, i sindacati, Pd e Idv fanno muro contro la riforma che il ministro vorrebbe attuare sugli ammortizzatori sociali - cancellando la Cassa integrazione straordinaria (Cigs) e sostituendola con un sussidio di disoccupazione più sostanzioso - e soprattutto su qualsiasi tipo di intervento sull’art. 18.
Su quest’ultimo punto ieri si è creato anche un rovente dibattito nel Partito democratico, quando Walter Veltroni ha detto che sull’art. 18 «non devono esserci tabù». Stesso concetto che vanno ripetendo il governo dall’inizio della trattativa, e lo stesso Berlusconi, ieri subito seguito da altri esponenti del Pdl (con il ritorno dell’immancabile Sacconi).
Lo stesso Bonanni, segretario Cisl, è piuttosto chiaro in particolare sulla Cigs: «Parlare di rimuovere i sostegni significa buttare un cerino in un bidone di benzina. Il Paese aspetta una rassicurazione su questo: inoltre il governo deve capire che se per il lavoro è importante la riforma, la cosa più importante è come si lavora. Senza una buona economia - ha concluso - non c’è lavoro». Susanna Camusso, che sui temi del lavoro in questi giorni sta cercando di sigillare l’alleanza con Bersani, ha avvertito la Fornero: «Quando la ministra - ha detto ospite di Fabio Fazio su Rai3 - dice con troppa scioltezza che la Cigs si può eliminare dice una cosa non vera. E’ una cosa giusta l’universalità, ma non sostituisce la cassa integrazione che consente la reindustrializzazione».
Intenzione della Fornero sarebbe appunto quella del sussidio, più lungo e più pesante, per i lavoratori licenziati da aziende ormai fuori dal circuito produttivo. Allo stesso tempo vorrebbe potenziare la Cassa integrazione ordinaria per le aziende che funzionano, ma attraversano periodi di crisi. Un progetto comunque da mettere in pratica forse tra un anno e mezzo, quando la stretta della recessione potrebbe mollare un po’ la presa.
Ma Camusso è scettica: dove va a prenderli il governo i soldi per un sussidio universale? «Soldi non ce ne sono» dice, e per questo la Cigs non può sparire. Dunque oggi gli ammortizzatori sociali saranno al centro del confronto, con un governo sempre più tirato per la giacchetta dal Pdl. Berlusconi cerca così di ritagliarsi spazi di visibilità tentando di andare ancora a toccare le corde conservatrici del suo elettorato. E ieri ha fatto uscire dall’oblio l’ex ministro del Welfare Sacconi che si spende in consigli per il premier Monti: «Si ascoltino le parti sociali, ma su ciò che per cui non c’è accordo il governo ha il dovere di decidere senza subire veti».
Per Sacconi il cuore del problema sono i licenziamenti ora difficili anche per le cause di reintegro che durano sette-otto anni. Mentre Cicchitto e Gasparri invitano a rivedere l’articolo 18. Insomma, l’accordo, come dice la Camusso, può aspettare ancora.

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