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Pescara, 11/04/2026
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Data: 20/02/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
L'Atac taglia i controllori su autobus e tram Nel 2011 meno sanzioni e incassi dalle multe

E MENO male che la lotta ai "portoghesi", quelle centinaia di migliaia di romani e di turisti che ogni giorno si imbucano sugli autobus sprovvisti di biglietto, doveva essere uno pilastri del nuovo piano industriale di Atac, messo nero su bianco dai vertici dell'azienda come entrata fondamentale per risanarei conti. Stando al report inviato nelle scorse settimane dal capo del settore commerciale, Guido Molese, al direttore generale Antonio Cassano, non solo il numero dei controllori si è sensibilmente assottigliato, ma gli incassi derivanti dall'attività di contrasto ai viaggi a sbafo sono calati in maniera verticale. Basta dare una rapida occhiata al confronto fra il 2011 e il 2010. L'anno scorso, il personale addetto alla verifica dei biglietti è diminuito del 23 per cento, con una conseguente riduzione di oltre 28mila sanzioni (-19,8 per cento) e una perdita secca di circa 2,5 milioni di incassi rispetto ai 12 mesi precedenti. «Decremento attribuibile», scrive la stessa Atac, «alla rid u z i o n e d e l l ' o r g a n i c o » quotidianamente impiegato per svolgere il servizio. «Attualmente, denuncia il consigliere del Pd Massimiliano Valeriani, «l'azienda può contare su appena 100 verificatori, che operano in squadre di 3 persone: questo vuol dire che ci sono solo 20 squadre al mattino e altrettante al pomeriggio, le quali devono coprire una rete di superficie di 3.500 chilometri per un territorio di quasi 1.300 chilometri quadrati». Come svuotare il mare con un secchiello. Dati che rendono esplicite l'inanità del compito e l'incapacità di ingaggiare una battaglia seria contro i "furbetti" del trasporto pubblico. Che, stando al report di Atac, si concentrano soprattutto nel IV municipio (Montesacro) e, a seguire, nell'VIII (Don Bosco) e nell'XI (Appia Antica). «In definitiva», prosegue l'esponente democratico, ora deciso ad andare a fondo, «un passeggero senza biglietto ha meno dell'1 per cento di possibilità di incontrare un controllore su bus, tram e filobus». Amaro il commento finale. «È inutile chiedere l'aumento del costo dei titoli di viaggio se poi la politica tariffaria non è accompagnata da una seria lotta all'evasione», conclude Valeriani. «Atac deve invertire questo trend negativo e investire in risorse umane, formazione e tecnologie, altrimenti la strada per il risanamento dei bilanci sarà ancora lunga».

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