L’anteprima elettorale all’interno del centrosinistra si concluderà il 4 marzo giorno della designazione del candidato sindaco. Il rivale Festuccia ha aperto un centro d’ascolto per conoscere i problemi della gente
Il primo cittadino ospite a Paganica Oggi sarà a Pagliare
L’AQUILA. In occasione delle elezioni primarie il sindaco uscente del Pd Massimo Cialente ha avviato incontri pubblici con i residenti delle frazioni confrontandosi con i suoi elettori. Prime tappe ad Arischia e a Pagliare di Sassa.
«In una sala gremita», si legge in una nota, «il candidato alle primarie del centrosinistra Massimo Cialente ha affrontato il primo degli incontri in calendario per ascoltare e capire le esigenze di quelli che potrebbero essere i suoi prossimi elettori. Nella sala civica di Paganica la gente ha ascoltato con attenzione quali sono le difficoltà del candidato in qualità di sindaco, ma soprattutto quali sono i suoi prossimi programmi di gestione amministrativa. Cialente ha, inoltre, risposto alle domande che il pubblico, a fine incontro, ha voluto rivolgergli. La riunione è stata caratterizzata dalla possibilità, per chi non ha potuto essere presente, di seguirla online in streaming anche attraverso i social network, Facebook in particolare. Uno strumento grazie al quale Cialente si rivolgerà, in tutti i suoi incontri, anche agli aquilani che ancora non possono rientrare in città e a tutti coloro che vogliono ascoltare le motivazioni e le parole di chi ha amministrato in questi ultimi anni, «acquisendo la conoscenza necessaria per fare fronte alle condizioni di estrema straordinarietà che la città e i suoi cittadini hanno dovuto affrontare da tre anni a questa parte». Inoltre, il candidato Cialente ha anche aperto una pagina Facebook, «nella consapevolezza e con la determinazione di aprirsi al confronto con tutta la città fino in fondo, senza timore». Cialente è stato anche ad Arischia, nel centro civico, mentre oggi alle 18 incontrerà i cittadini di Sassa nella «Casetta che non c’è», a Pagliare.
Iniziative anche da parte dell’altro candidato alle primarie Vittorio Festuccia il quale ha attivato un suo centro di ascolto. «La capacità di ascolto di tutti i cittadini», dice Festuccia, «è l’unico modo per poter puntare a una ricostruzione concreta e a un rilancio efficace dell’Aquila». È la convinzione di Festuccia, candidato sindaco alle primarie del centrosinistra con il sostegno di Sel. Ieri è stato ribadito questo concetto nel corso di un incontro che lui stesso ha promosso all’Auditorium della Casa del Volontariato di via Saragat. Non a caso lo slogan della serata era “Incontro per il progetto di ascolto” e, «in una sala stracolma di aquilani, sono intervenuti esponenti dell’Università, della scuola, del sindacato, del mondo del lavoro in generale, dell’associazionismo e del volontariato». Praticamente, «la base sociale in cui Festuccia crede fortemente e che lo stesso candidato sindaco propone come cardine essenziale per la rinascita del capoluogo d’Abruzzo». Elemento, peraltro, su cui ruota il suo programma elettorale. Tale indirizzo è stato ribadito, in apertura dell’incontro, da Giulia Natali, firmataria del manifesto elettorale di Vittorio Festuccia. «L’appoggio a questo candidato sindaco è motivato dalla volontà che lo stesso Vittorio ha espresso sul rinnovamento della città, cosa di cui noi tutti abbiamo necessario bisogno», ha ossevato Natali. «Vanno riaccesi gli entusiasmi dei giovani, bisogna aver voglia di fare politica, quella vera, quella al servizio della gente. Per questo Festuccia, uomo di capacità ed esperienza, saprà scegliere le persone migliori per gli interessi dell’Aquila. Si è parlato di vari argomenti nel corso dell’incontro, dal connubio Ateneo-Città, ai problemi del territorio, alle connotazioni sociali dell’Aquila di oggi, alle questioni occupazionali di un tessuto urbano che, dopo il terremoto, hanno raggiunto valori drammatici». «Come si posizionerà l’Università nei confronti della città?», si è chiesta Paola Inverardi, preside di Scienze. «Siamo in un periodo di trasformazione della massima istituzione accademica del capoluogo che avrebbe dovuto fare il suo progetto di sviluppo per il futuro della città. Quest’ultima ha un rapporto passivo nei confronti dell’Università».