Dall’incontro romano con Alfano, Gianfranco Giuliante è tornato convinto: il Pdl farà prima il congresso (il 26 febbraio al locale «910») e poi le primarie (magari il 4 o l’11 marzo), anche se i tempi per l’organizzazione sono strettissimi. Il segretario provinciale, dunque, prosegue imperterrito lungo la rotta già tracciata, noncurante della pericolosa fase di stallo e di isolamento che sembra vivere il partito - e non solo all’Aquila: sono ancora incerti i candidati nelle altre città strategiche: Palermo, Genova, Verona, e Lecce - e dei malpancisti che continuano a sostenere la necessità di un accordo con Giorgio De Matteis, magari tentando di convincerlo a partecipare alle primarie, come qualcuno sta facendo dalla Capitale. Oggi, nella conferenza stampa convocata per le 10,30 in Comune, Giuliante ribadirà tutto questo, contornato dai suoi pasdaran. Dirà quello che ha già sostenuto con forza davanti ad Alfano: primarie, candidato scelto sul territorio, no a De Matteis. Il segretario nazionale ha ascoltato con attenzione, poi ha riferito a Berlusconi. Il «caso» L’Aquila, dunque, è sul tavolo come uno dei più spinosi a livello nazionale perché la pressione sui vertici nazionali del partito è alta e non arriva da un solo pulpito. Lo stesso Giuliante lo conferma: «Qualcuno dal territorio sta lavorando nella Capitale per far saltare le primarie. Noi le faremo ogni caso e se ci sarà impedito le primarie diventeranno il primo turno del voto. Al ballottaggio, poi, chiederò ufficialmente un “Patto del centrodestra”».
Parlare di candidato, però, sembra ancora prematuro. Giuliante non si sbilancia, ma traccia un identikit quasi letterario: «Il profilo che mi sembra più congeniale per la città è quello di un tecnico che abbia la freddezza di un chirurgo e la sensibilità di un poeta. E chiunque sia deve avere l’umiltà di non presentarsi da solo, ma accompagnato da uno micro squadra con professionisti di altissima qualità». Tutto lascia pensare all’architetto Pierluigi Properzi. Di lui si è parlato anche al tavolo romano, anche se Giuliante, ovviamente, glissa ampiamente. «Ma lui è disponibile a fare le primarie» si affretta a ribadire, lasciando intendere che, se da Alfano arriverà il via libera, sarà proprio il presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica il cavallo su cui punterà il Pdl. Del partito diviso, poi, Giuliante non vuole sentir parlare: «Il congresso si esprimerà a larghissima maggioranza sulla sola mozione in gioco, “Con Alfano per le primarie”. Per il resto mi sembra fisiologico che possano esserci diverse propensioni. Ma non ho notizie di persone che si candideranno fuori dal Pdl». E De Matteis? «Non sono andato a Roma contro questo o contro quell’altro. Il paradosso consiste nel fatto che qualcuno pensa che il Pdl, il maggiore partito del centrodestra, voglia presentare una lista contro qualcuno, magari addirittura in danno. È fuori luogo. Ho chiesto a Giorgio De Matteis di fare le primarie del centrodestra. Se fosse risultato vincitore non ci sarebbe stata alcuna difficoltà a correre per lui. Ha rifiutato la prospettiva e ha ufficializzato una candidatura equidistante da centrodestra e centrosinistra. Il problema, dunque, non si pone».
Alla fine, dunque, risolverà Berlusconi? «Non lo so - replica Giuliante -. Io ho fatto una narrazione alternativa a quella che altri hanno portato a Roma. Fra qualche mese vedremo chi avrà avuto ragione».