PESCARA. È stato rinviato a venerdì lo sciopero nazionale del trasporto pubblico locale che domani avrebbe dovuto fermare autobus e pullman in tutta Italia. Annullata anche la manifestazione di protesta che avrebbe portato migliaia di autoferrotranvieri a Roma per una grande manifestazione di protesta: a centinaia erano pronti a partire da tutto l'Abruzzo. La decisione è stata annunciata nella tarda serata di ieri da Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl dopo l'incontro convocato a Palazzo Chigi dal ministro del Lavoro Cesare Damiano per discutere della vertenza per il rinnovo secondo biennio del contratto nazionale di lavoro.
Nessuno stop del servizio, dunque, a Pescara, come nel resto del Paese in attesa che la trattativa si sblocchi. Il governo, infatti, ha chiesto ai sindacati e ad Asstra e Anav, le organizzazioni che rappresentano le aziende del trasporto locale - di tenere aperta la trattativa fino a giovedì quando dovrebbe essere convocata la Conferenza unificata in cui gli enti locali dovranno decidere se contribuire finanziariamente al rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri.
Slitta, dunque, lo sciopero numero sette, che avrebbe dovuto essere il più duro: il quinto di 24 ore in due anni, il primo a non prevedere il rispetto delle fasce «protette»: una protesta che, in mancanza di un accordo entro i prossimi due giorni, avrà luogo venerdì. Se sarà confermato, sarà il black out del trasporto locale: una giornata nera per la viabilità, senza alcun autobus lungo le strade cittadine. «I lavoratori» sottolinea Giancarlo De Salvia, della Filt-Cgil, «chiedono il rispetto degli accordi, che prevedono un aumento di 110 euro al mese. Le aziende sostengono di non avere i soldi e aspettano che sia il governo a metterceli». Ieri il governo si sarebbe impegnato a sborsare una parte della cifra necessaria: il resto potrebbero tirarlo fuori le Regioni.