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Data: 20/02/2012
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Bonanni contro Fabio Fazio: «È di parte, invita solo la Cgil»

Roma - Stoccata alla Camusso e parole durissime contro Fabio Fazio. Proprio nel giorno in cui sindacati e governo si ritrovano per proseguire la trattativa sulla riforma del mercato del lavoro, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni interviene sulle polemiche «interne» della Cgil e sul modo di condurre alcune trasmissioni televisive della Rai alla vigila di un importante vertice per il futuro dell’Italia.

Bonanni, prima Maurizio Landini della Fiom e poi il segretario della Cigl Susanna Camusso hanno nuovamente ribadito la volontà di non trattare sull’articolo 18.

«Mi sembra una discussione tutta interna alla Cgil anche perché il governo, vincolato come è all’Unione Europea, non potrà non intervenire sull’argomento».

Non crede che l’atteggiamento della Cgil possa minare la trattativa con l’esecutivo?

«Personalmente non intendo che si ripeta per l’articolo 18 quanto avvenuto per le pensioni. Non vorrei che questo atteggiamento verbalmente rigido si trasformi in una “Waterloo” per l’articolo 18. E’ molto importante che tutte le forze politiche che appoggiano questo governo siano interessate alle mediazioni che abbiamo posto».

Ma ieri, ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, la Camusso ha detto che allo stato delle cose è troppo presto per dire di essere vicini a un’intesa.

«Mi lasci dire una cosa sulla Rai: da Fabio Fazio intervengono sempre esponenti della Cgil. Negli ultimi tempi stiamo assistendo a un maggiore degrado della Rai a causa di un errato modo di intendere il servizio pubblico in Italia».

In che senso?

«La Rai dovrebbe garantire la possibilità di esprimere tutte le opinioni ma questo non accade. C’è una pratica istituzionalizzata per la quale ogni partito politico, avendo una rete televisiva, la usa a proprio piacimento forzando la correttezza dell’informazione. Purtroppo siamo in presenza di un degrado nel degrado: i partiti politici non riescono più a controllare i presentatori che hanno piazzato in tv. Fazio è un esempio di questo modo di fare informazione. Credo sia arrivato il momento di una riforma del servizio pubblico televisivo nel segno dell’effettivo pluralismo dell’informazione e della qualità dei programmi, rivedendo anche i compensi milionari di chi considera la Rai un feudo personale per le proprie convinzioni politiche ed ideologiche».

Tornando al lavoro, cosa pensa delle ultime proposte del ministro Fornero sulla cassa integrazione straordinaria?

«Spero che quanto ho letto sia solo una digressione e non una volontà precisa da parte dell’esecutivo. Se così non fosse sarebbe un elemento che va in controtendenza rispetto a quanto detto nell’ultimo incontro avuto con il ministro».

A che punto è la trattativa?

«Oramai ognuno sa quello che vuole l’altro e mi è sembrato che lo stesso governo si sia avvicinato alle varie idee illustrate nei giorni scorsi dai sindacati. Se l’esecutivo procederà in questa direzione credo ci siano le premesse per trovare l’intesa».

Quali sono gli argomenti su cui bisogna lavorare di più per trovare un accordo?

«Dobbiamo entrare nel dettaglio delle diverse soluzioni e approfondire la questione dei contratti, degli ammortizzatori e della flessibilità in entrata. Salvo colpi di scena su questi argomenti la trattativa è avviata. Per quanto riguarda la flessibilità in uscita alcuni di noi hanno fatto delle proposte. Ora bisogna capire se c’è la volontà di convergere».

Di recente ha detto che per lei l’articolo 18 ha bisogno di una «robusta manutenzione». Qualche dettaglio?

«Non toccando la parte in cui sono disciplinati i licenziamenti discriminatori, credo sia necessaria un’accelerazione delle cause di lavoro che hanno tempi lunghissimi. Credo ci sia bisogno di una corsia preferenziale per tutti i processi da articolo 18».

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