L'appuntamento è per domani alle 7.15 presso la stazione ferroviaria. Non è atteso nessun treno per quell'ora, ma sarà il momento della protesta perché la Riviera e l'intero Piceno non vogliono "perdere il treno" che altrimenti li destinerebbe all'isolamento. Era stato annunciato e così è stato. L'amministrazione ha organizzato per lunedì una manifestazione di protesta pacifica che vedrà consiglieri di maggioranza e minoranza protestare per il taglio delle fermate apportato da Trenitalia ai treni a lunga percorrenza. Nei giorni scorsi la Regione ha convocato Trenitalia per discutere delle sforbiciate apportate negli ultimi mesi alle tratte marchigiane. Ma lunedì oltre a consiglieri, rappresentanti delle province di Ascoli, Fermo e Teramo, ci saranno anche i parlamentari del territorio, i rappresentanti delle associazioni di categoria e Confindustria che ha portato avanti una propria battaglia contro le misure di Trenitalia. Anche a Pesaro sono state tagliate quattro fermate ma ne aveva 18, qui invece sono state eliminate quattro fermate su quattro. Una protesta che vede tutti d'accordo, sinistra e destra, oltre a coinvolgere diverse zone, trovandosi San Benedetto al confine con l'Abruzzo. E sono proprio i 170 chilometri, compresi tra Pescara e Ancona a essere sprovvisti di una fermata mentre la tratta Adriatica di norma ne ha una ogni 80 chilometri. Nel 2007 ben dieci treni diretti a Milano, Bolzano, Bologna, Venezia fermavano a San Benedetto. Oggi otto di questi non fermano più, cinque di essi richiedono due cambi e tre comportano uno scalo. Questo significa che per recarsi a Bologna o Milano si deve per forza raggiungere Ancona con un regionale e poi cambiare treno per arrivare a Nord. Nemmeno un diretto fa più scalo a San Benedetto.