Efficientamento e razionalizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale (Tpl): una necessità ineludibile alla luce dei tagli e delle previsioni normative. Un cambiamento che interesserà profondamente le Marche dove il problema della mobilità è all'ordine del giorno. Al momento con un risultato negativo: nonostante gli investimenti il mezzo pubblico non riesce ad essere ancora competitivo. La giunta regionale ha perciò deciso di affidare, attraverso una procedura di gara, un servizio di studio e ricerca per migliorare il Tpl con l'ottica di una programmazione unitaria. Il costo complessivo dell'intervento è di 181.500 euro, Iva compresa. Il nuovo disegno dell'organizzazione è stato tracciato dal dirigente del Servizio e responsabile del procedimento Sergio Strali. In soldoni, l'obiettivo è realizzare una rete primaria e secondaria, nell'ambito di una programmazione unitaria dei servizi su gomma e su ferro. In secondo luogo, sarà necessario individuare le dimensioni ottimali dei bacini di traffico integrando i servizi e, nel contempo, verificando la domanda di mobilità del territorio. Tra gli obiettivi prioritari, la definizione di orari congrui che evitino sovrapposizioni e l'introduzione spinta della tecnologia, a cominciare dalla biglietteria elettronica. Non può ovviamente mancare la revisione dei corrispettivi unitari per i servizi urbani ed extraurbani e il riequilibrio delle assegnazioni chilometri ai Comuni che egstiscono servizi urbani. Sempre in tema di Tpl, la giunta ha anche approvato l'aumento del prezzo degli abbonamenti integrati "TrenoMarcheBus". Si tratta di abbonamenti che consentono all'utente di utilizzare indifferentemente mezzi sia su strada sia su ferrovia per raggiungere Ancona dove è possibile utilizzare il servizio urbano. Il costo era fermo dal 1998 (ad eccezione di Macerata il cui costo era sta stato adeguato nel 2007) e sia Trenitalia sia le società consortili del Tpl ritengono che non possa più essere ritenuto congruo al punto da dare formale disdetta all'accordo, stabilendo di non emettere più questa tipologia di abbonamenti. L'adeguamento è mediamente del 10%: con punte superiori per i Comuni più vicini ad Ancona e più basse per gli altri: per esempio Fano, Civitanova, Pesaro e Porto San Giorgio arrivano a 84 euro al mese (+8,39%).