È stata indubbiamente produttiva la lunga e intensa visita di ieri in città del ministro Fabrizio Barca. È servita a imprimere una svolta alla ricostruzione che per il momento resta solo sulla carta, in attesa della definizione dei vari atti amministrativi. Il cambio di passo, però, appare evidente soprattutto nella volontà, ribadita a più riprese, di velocizzare le operazioni e snellire la governance. In questo senso Chiodi, anticipando un po’ tutti, ha comunicato che non sarà più commissario alla ricostruzione dopo le elezioni amministrative di primavera. I poteri torneranno in mano ai sindaci, ma resta da capire come lo Stato potrà esercitare il controllo sull’erogazione dei fondi. Barca, su questo, ha però frenato, ribadendo la «forte fiducia» del governo nei confronti di un commissario che ha definito «lucido nell’affrontare la situazione». Per il ministro, insomma, la fase di uscita dal commissariamento va ragionata nei dettagli. Entro il 15 marzo, poi, sarà operativo un piano di snellimento dell’intera struttura commissariale nell’ottica di contenere i costi e ottimizzare le risorse. Anche in questo caso, però, è possibile solo ipotizzare alcuni scenari che ieri sono approdati sui tavoli: tra questi c’è la fusione tra Sge ed Stm e la risoluzione del conflitto tra Sovrintendenza e vice commissario Luciano Marchetti. La filiera Fintecna, Cineas, Reluis, ha riferito Chiodi, resterà e continuerà a esaminare entro aprile le pratiche per le case E presentate entro il 31 agosto e proseguirà poi con quelle formalizzate successivamente. Diventeranno realtà gli uffici territoriali distaccati, uno per ogni area omogenea. Per i centri storici, invece, (che saranno presidiati dagli artiglieri e non più dagli alpini) nei prossimi giorni sarà messo a punto un piano con il governo per stabilire modi e tempi per l’istruttoria dei progetti.
Fin qui, dunque, gli aspetti sostanziali della giornata-fiume. Barca, arrivato puntualissimo alle 10,30 in cravatta fiorata e in pieno Monti-Style (ovvero a bordo di una sobria e italianissima Lancia Delta blu elettrico), si è limitato ad ascoltare prima la corposa relazione della struttura commissariale, poi si è tuffato nella riunione fiume (durata oltre tre ore) con i sindaci. Tra un vertice e l’altro ha insistito molto su due aspetti centrali del suo pensiero: ritrovare la coesione perduta e migliorare la qualità dell’informazione perché «tante cose buone sono rimaste nascoste nelle carte». Solo durante il vertice con i sindaci si è spinto un po’ più in là, stuzzicando Cialente: «Quello che si sta facendo sembra sia una copia sbiadita in bianco e nero di una città. Vediamo se riusciamo a immaginarci qualcosa senza bloccare i processi in corso». Uno stimolo che il sindaco ha raccolto: «C’è un problema normativo, ci sono pochi strumenti per convincere i cittadini ad avere più coraggio». Infine i fondi: Barca ha detto che «il problema non esiste», «le risorse sono molte ma la macchina ancora non le ha utilizzate completamente», «non c’è nessuna volontà perversa di frenare i processi perché i soldi non ci sono». Insomma il ministro sostiene che «la ricostruzione, seppur da accelerare, ha prodotto già importanti risultati» e che «se ritardi ci sono stati, oggi la macchina la vediamo in movimento».