PESCARA - La provocazione di Gianfranco Giuliante era stata forte, nei giorni scorsi: «Un teramano non può governare la città dell’Aquila». Un riferimento esplicito alla candidatura a sindaco di Giorgio De Matteis sponsorizzata da Gianni Chiodi. Ma la risposta del governatore all’assessore della sua stessa Giunta regionale è ancora più secca e decisa: «Mi sembra una sciocchezza».
Nel giorno della visita all’Aquila del ministro Fabrizio Barca, Chiodi liquida la vicenda Giuliante-De Matteis con una stoccata al suo assessore alla Protezione civile per minimizzare lo scontro interno alla Giunta regionale, riducendolo ad una piccola bega di famiglia ma la frase, secca e dura, marca ancor più la distanza tra i due. Il vice presidente dell’esecutivo, Alfredo Castiglione, invita a fare decantare un caso che a suo giudizio non dovrebbe avere alcuna conseguenza sugli equilibri politici del centrodestra: «E’ una vicenda localistica che non avrà alcun riflesso sulla Giunta; all’Aquila tutto sarà deciso dalle primarie, che mi auguro siano primarie di coalizione».
In realtà la partita che si sta giocando è altissima e non riguarda solo chi, e con quali sponsor alle spalle, gestirà nei prossimi cinque anni L’Aquila, il più grande cantiere d’Europa. La mossa di Chiodi di puntare su De Matteis, aquilano doc, avrebbe una prospettiva politica che va oltre le amministrative della prossima primavera. In ballo ci sarebbe soprattutto la ricandidatura di Chiodi alle regionali del 2014. Una candidatura-bis alla guida della Regione che secondo molti è ormai nei fatti.
Perché tuffarsi nelle politiche del 2013, in un quadro incertissimo per i partiti, con gli amici Gianni Letta e Silvio Berlusconi commissariati dai «loden» di Palazzo Chigi e con l’incognita della nuova legge elettorale, sarebbe per Chiodi un salto nel buio. Mentre la prossima legislatura regionale, con i conti rimessi a posto dalla robusta dieta dimagrante imposta dalla congiuntura economica, potrebbe essere davvero quella del raccolto: gli investimenti dei fondi Fas, la grande partita della Macroregione Adriatica, il dialogo con l’Europa sulla grande viabilità e le fonti energetiche.
Ecco perché l’Mpa di Giorgio De Matteis non è funzionale soltanto alla corsa per il Comune dell’Aquila, ma a conquistare consensi in quell’area sempre più forte del Terzo polo dove, anche in Abruzzo, si giocheranno le prossime sfide politiche. Un’area che il coordinatore regionale di Fli, Daniele Toto sembra spingere sempre di più verso una possibile intesa con il Pd e che Chiodi mira invece a recuperare nel recinto del centrodestra assieme all’Udc, alla galassia delle liste civiche e a quel che potrebbe arrivare da una possibile implosione del Pdl, una volta archiviato il ventennio berlusconiano.
Certo, in caso di candidatura di De Matteis a sindaco dell’Aquila fuori dalle liste del Pdl, per Chiodi sarebbe difficile spiegare un no al candidato del suo partito. Ma alle regionali del 2014 quello che accadrà fra due mesi potrebbe già essere preistoria.