La tesi dell’assessore regionale risulta condivisa anche da alcuni parlamentari quali Scelli e Aracu
L’AQUILA. Centrodestra aquilano allo sbaraglio. Candidandosi per l’Mpa Giorgio De Matteis ha sparigliato le carte e le intenzioni del Pdl, generando confusione anche all’interno dei pidiellini vicini a Giuliante, che continuano a chiedere a gran voce le primarie. Ma è lo stesso segretario Angelino Alfano che sembra non sostenerle più per L’Aquila. Giuliante e Lombardi preparano il piano «B».
Cioè indicare i candidati alternativi al vicepresidente vicario del consiglio regionale Giorgio De Matteis e affrontare il primo turno come se fossero delle primarie: il vincitore - o i vincitori - che uscirà dalle urne, rappresenterà il candidato ufficiale del centrodestra. Ieri mattina l’assessore Gianfranco Giuliante e l’ex sindaco Enzo Lombardi hanno affrontato la questione nel corso di una conferenza stampa agitata. «I tempi ci sono per fare le primarie», ha ribadito Giuliante, «anche se dovessero tenersi a ridosso del congresso del partito, previsto domenica 26 febbraio». «Perché farne un caso nazionale?», ha chiesto l’assessore, sottolineando che «anche in altre città congresso e primarie si sono tenute in tempi molto ravvicinati tra loro: ad esempio a Montesilvano e Ortona». Il centrodestra vicino a Giuliante è determinato a ottenere le primarie, che saranno stabilite dal congresso. «Ho il sostegno di metà classe dirigente», ha sottolineato l’assessore, forte del sostegno arrivato proprio iri mattina «di tre parlamentari eletti in questa circoscrizione (De Angelis, Aracu e Scelli) e del senatore Fabrizio Di Stefano». Giuliante ha voluto dimostrare che il fronte dei sostenitori delle primarie del centrodestra si allarga; ma il sostegno più autorevole (quello del segretario Angelino Alfano), sembra venire meno. Venerdì scorso Giuliante è stato ricevuto a Roma. Al delfino di Berlusconi Giuliante ha dato «una narrazione diversa da quella fatta fino a oggi da altri», ha detto riferendosi alla cordata Chiodi-De Matteis. «Ad Alfano non ho posto veti», ha chiarito, «ho ribadito la volontà di autodeterminazione del territorio. La candidatura di Giorgio è legittima, quello che contestiamo è il metodo. Poi è inaccettabile un candidato che si proclama equidistante da centrodestra e centrosinistra». Altrettanto legittimo, ha aggiunto l’esponente del Pdl, è procedere attraverso le primarie, per «cambiare il metodo di reclutamento della classe politica del centrodestra. Ci opporremo in ogni modo a una scelta imposta dall’alto». Ma i toni della conferenza stampa non sono stati sereni. Contraddicendo l’atteggiamento diplomatico di Giuliante, l’ex senatore Enzo Lombardi ha espresso il suo disappunto sulla candidatura di De Matteis: «Non ammetto che un esponente dell’Mpa si proponga come candidato anche del Pdl», ha tuonato, lasciando trapelare un certo mal di pancia nei confronti della candidatura per il centrodestra del vicepresidente vicario del consiglio regionale. A poche settimane dalle elezioni amministrative (che secondo Lombardi slitterà di qualche giorno), lo scenario che si prospetta nel centrodestra è che il primo turno di coalizione sarà una specie di primarie. Chi perderà appoggerà il vincitore al ballottaggio. Una strada «subordinata», che salva la faccia ma non le vere primarie. Sopratutto ora che anche Alfano appare titubante sulla necessità di far scegliere il candidato sindaco alla base elettorale del partito. A Roma il segretario ha ribadito che «L’Aquila ha una situazione particolare a causa del terremoto» e dunque «le primarie potrebbero anche non essere fatte».