«Il rapporto tra Pdl e Pescara futura ovvero Carlo Masci va chiarito, perché non si può indossare una casacca quando fa comodo per un verso (Masci è assessore regionale Pdl e consigliere comunale di Pescara futura, ndr) e poi indossarne un’altra in situazioni e contesti diversi». E’ in queste parole il senso dello strappo interno al Pdl in vista dei congressi, comunale e provinciale, del prossimo fine settimana. A parlare così è la quota degli iscritti che condividono la mozione-Pagano, lanciata dal presidente del consiglio regionale in contrapposizione a quanti al congresso cittadino sostengono invece la candidatura di Federica Chiavaroli. Con Pagano si sono schierati gli assessori pescaresi Filippello, Seccia e Antonelli, e questo non per caso: è proprio in giunta a Pescara che il Pdl - nell’ottica di Pagano - ha sofferto e pagato il prezzo più alto per accontentare le richieste di poltrone e di visibilità avanzate dal leader di Pescara futura, Carlo Masci, considerato per questo un alleato troppo scomodo. Al contrario, il Pdl che sorride alla Chiavaroli ha disteso un tappeto rosso a Masci, «la sua alleanza è strategica per tutto il partito, uniti si vince» ha ribadito Chiavaroli, senza trascurare il fatto che proprio Masci in questa campagna elettorale per il congresso s’è dato molto da fare portando ben tremila tessere in dote al partito quale prova inconfutabile di fedeltà. Nel confronto interno, «segno di democrazia» hanno ribadito ieri in casa Pdl, Chiavaroli è riuscita a trascinare dalla propria parte anche anime tradizionalmente distanti del Pdl, quali ad esempio Sospiri e Castiglione. L’alleanza con Pescara futura è considerata da questi doppiamente strategica in questa fase di transizione nella quale il simbolo del Pdl, per ammissione di Berlusconi, non attrae consensi: «Meglio una forte alleanza con le liste civiche» sta ripetendo il cavaliere, che ieri a Villa Gernetto ha riunito il partito per parlare di candidature. Scenario sfavorevole, sulla carta, per Pagano e soci. E va pure aggiunto che Masci a sciogliere Pescara futura, ieri come oggi, non ci pensa per niente: «Il progetto di federazione con il Pdl è scritto da tempo e resta valido, ma non è previsto il nostro scioglimento, nessuna fusione» ribadiscono dal quartier generale di Masci.
Pagano e i suoi alzano il tiro, facendone una questione di pescaresità: «Ci siamo stancati di assoggettarci alla volontà del proconsole romano di turno - dicono - Masci si muove nel Pdl sotto l’ala protettrice di Quagliariello e di questo passo va a finire che sarà il Pdl a confluire in Pescara futura. Noi vogliamo alimentare il dibattito per dare rappresentatività a una Pescara che, avendo accettato parlamentari nominati da Roma e che nulla hanno fatto per la città, si ritrova oggi con il porto chiuso e senza treni».