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Data: 21/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Irpef, in arrivo i primi tagli alle tasse. Venerdì in Consiglio dei ministri. Lotta all’evasione per ridurre l’aliquota minima

Forse slitta la decisione per far pagare l’Imu agli edifici non di culto

ROMA. Nuova accelerazione del governo sul fisco. I primi tagli alle tasse potrebbero arrivare prima del previsto, forse già venerdì prossimo. Il preconsiglio dei ministri di oggi discuterà infatti anche della possibilità di iniziare a ridurre la pressione fiscale redistribuendo i risultati della lotta all’evasione. Lo ha confermato ieri sera il ministro Filippo Patroni Griffi, ospite di “otto e mezzo” su La7. «Domani (oggi, ndr) discuteremo quello di cui ci occuperemo venerdì in Consiglio dei ministri. La linea di fondo è: più rigore e lotta all’evasione e più equità nella distribuzione del carico fiscale. Ci sono degli aspetti specifici che non posso anticipare - dice il ministro - ma potrebbero esserci buone notizie in arrivo».
Insomma ben più del «Primo pacchetto» che era stato annunciato da Monti soprattutto per la semplificazione fiscale. Vale a dire mini ritocchi all’Imu, la nuova Ici, per rendere unica la detrazione per il nucleo familiare, probabilmente non ancora le norme per far pagare l’imposta ai beni della Chiesa. Novità per le rateizzazioni e i pignoramenti di Equitalia, per tener conto del periodi di crisi e favorire la continuità aziendale. Comunicazione al fisco di tutte le operazioni tra titolari di partite Iva superiori ai 3.000 euro. Guerra ai giochi e ai bookmaker illegali. «Si parte - ha spiegato Monti intervenendo a piazza Affari - dal voler rendere «la vita più semplice ai contribuenti onesti». Poi si punterà «a far affluire ai contribuenti onesti in forma di minore aggravio fiscale, man mano che sarà possibile, il gettito della lotta accresciuta contro l’evasione». La delega fiscale, con la quale si legherà indissolubilmente il maggior gettito della lotta all’evasione al calo dell’Irpef per i cittadini, non arriverà probabilmente venerdì. Ma non bisognerà attendere molto.
L’ipotesi di una riduzione secca dell’aliquota Irpef più bassa al 20% richiederebbe circa 15 miliardi. Più probabile che la semplificazione dell’aliquota passi anche attraverso un ridisegno delle diverse classi di reddito Irpef, magari con un allargamento del primo scaglione per far rientrare più cittadini nella fascia meno tassata. A questo dovrebbe accompagnarsi una ridefinizione delle deduzioni e detrazioni Irpef, con un occhio di favore a famiglie, lavoratori e pensionati. Ma questa riorganizzazione potrebbe dare le risorse per evitare l’aumento dell’Iva, da 21 al 23%, che scatterebbe da ottobre. C’è poi la riforma degli estimi. Via i vani catastali, arrivano i metri quadrati, con un adeguamento dei valori a quelli reali di mercato. L’operazione sarà però a saldo zero, e quindi l’aumento delle basi imponibili comporterà una riduzione delle aliquote Ici. Per la nuova Ici verrà chiarito che la prima rata del 16 giugno si pagherà considerando le aliquote base (4 per mille per la prima casa e il 7,6 per mille per gli altri immobili) e versando la metà dell’importo annuale. I Comuni infatti potranno decidere di modificare le aliquote fino a tutto giugno e, in questo caso, i cittadini ne terranno conto nel saldo di dicembre. La detrazione familiare prevista (200 euro più 50 euro per ogni figlio) varrà una sola volta per nucleo familiare: infine, arriverà di nuovo la dichiarazione Ici (ora Imu) nel caso di cambiamento della titolarità dell’immobile. Il decreto non conterrà una quantificazione degli incassi, ma certo ci sono norme di lotta all’evasione: 1) la soglia ai 3.000 euro dello «spesometro» (sopra questa soglia viene imposta la comunicazione per i pagamenti tra partite Iva) 2) aumentano le multe per chi esporta capitali all’estero; 3) chi viene sorpreso a non staccare scontrini o non risponde ai questionari sugli studi di settore entra nella lista dei contribuenti «a rischio», di chi viene controllato ogni anno; 4) torna l’elenco clienti fornitori.

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