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Pescara, 11/04/2026
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Data: 21/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
«Toto pagava voli a D’Alfonso per amicizia» Processo per tangenti. L’accusa: «Il bando dell’area di risulta per favorire gli imprenditori»

In aula un dirigente della società: l’appalto sfumò su proposta del Comune

PESCARA. L’appalto per l’area di risulta, il rapporto tra gli imprenditori Toto e Luciano D’Alfonso, le vacanze trascorse insieme e i presunti finanziamenti di Toto a D’Alfonso. E’ di questo che si è parlato nella nuova udienza del processo per tangenti in Comune in cui sull’ex sindaco e sugli imprenditori Carlo e Alfonso Toto pende un’accusa di corruzione: viaggi e aerei messi a disposizione dagli imprenditori a D’Alfonso ricevendo in cambio l’affidamento in concessione dei parcheggi dell’area di risulta. In questa fase, esaurita la lista dei testimoni del pm Gennaro Varone, stanno deponendo i testimoni chiamati dalla difesa e, in particolare, dall’avvocato Augusto La Morgia che difende i Toto. Così, ieri, è stato il turno della deposizione di Gianfranco Rapposelli, dipendente di lungo corso dell’impresa Toto prima come impiegato e poi come dirigente dalla metà degli anni Settanta soprattutto nel settore legale e amministrativo.
TOTO-CARDINALE. Nell’aula 1 retta dal presidente del collegio Antonella Di Carlo Rapposelli ha intanto raccontato dell’appalto affidato da Toto alla ditta Eredi Cardinale, il cui responsabile Rosario Cardinale è imputato. «La società Toto affidò a Cardinale due appalti: uno per la galleria di Francavilla e un altro per il viadotto sull’A24. Per il primo, il costo fu di circa 100mila euro e per il secondo di circa 110mila euro. I prezzi erano quelli correnti di mercato», ha spiegato in aula. «Quando D’Alfonso era presidente della Provincia, Toto non partecipò a nessun appalto», ha proseguito Rapposelli scatenendo la replica del pm: «E il progetto della Mare-Monti?». Ma sulla domanda è intervenuto il presidente del collegio: «Quello è un altro processo di cui non ci occupiamo oggi», ha detto riferendosi all’altro procedimento che vede imputato l’ex sindaco e Toto.
SANTA BARBARA. Come aveva fatto nella precedenza udienza suo fratello Ezio Rapposelli, un altro dipendente della Toto, Gianfranco Rapposelli è poi intervenuto sullo stretto rapporto di amicizia tra i Toto e l’ex sindaco che, ieri, era in aula. «D’Alfonso e Carlo Toto sono legati da una lunga amicizia», ha spiegato il dirigente della Toto. «Ricordo che D’Alfonso veniva spesso negli uffici dell’impresa e, nel corso degli anni, ha anche segnalato persone da assumere. L’ex sindaco partecipava alle ricorrenze della famiglia e alle feste aziendali. La Toto costruisce gallerie e quindi siamo soliti festeggiare Santa Barbara, la prottrettice dei minatori: a quelle feste veniva anche D’Alfonso». La vicinanza e lo stretto rapporto tra le famiglie Toto e D’Alfonso è uno degli argomenti della difesa per giustificare i voli e le vacanze gratis, mentre per l’accusa quelle regalìe sono il frutto della «corruzione» e della «contropartita» degli appalti.
«TOTO ANFITRIONE». «E’ a conoscenza di viaggi di D’Alfonso con Toto?», domanda l’avvocato La Morgia al testimone. «Non direttamente, l’ho poi appreso dalla stampa», risponde il testimone. «Io ho partecipato a viaggi con Toto e quello che posso dire è che quando Toto invita qualcuno è lui a pagare, perché Carlo Toto ama fare l’anfitrione». «Toto ha finanziato attività di D’Alfonso?», domanda ancora l’avvocato. «Sì, ricordo l’acquisto di un’autombulanza e le feste patronali di Manoppello».
AREA DI RISULTA. Il testimone, la cui deposizione è stata seguita da quella di Vincenzo Consalvo e altri dipendenti, si è poi soffermato sull’appalto dell’area di risulta ricordando le fasi. «Quando partecipammo alla seconda gara per l’appalto rimanemmo sorpresi, alla fine, di essere gli unici concorrenti. Pensavamo di aver sbagliato i conti e ci affidammo per la valutazione alla consulenza di una società internazionale. Carlo Toto non si è mai interessato di quell’appalto, anche perché era sempre a Roma, e la decisione finale venne presa da Alfonso Toto. In quel periodo iniziarono le polemiche sulla stampa che non piacquero affatto a Carlo Toto e ci furono due esposti di Codici e dell’opposizione soprattutto sulla gestione trentennale dei parcheggi. Alla fine, non si fece più nulla. Il Comune ci chiese se volevamo risolvere il contratto e accettammo». Un inciso della deposizione è stato dedicato anche a Fabrizio Paolini, imputato nel processo: «Paolini era un giovane avvocato che ha collaborato con la Toto per 2 anni. All’epoca aveva una macchina fatiscente e l’azienda gli mise a disposizione una vettura di ex dipendenti che Paolini usava ogni giorno per andare a lavoro». Il processo riprende il 12 marzo.

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