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Data: 21/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Pdl, incubo sondaggi: in qualche regione è al 10%

Berlusconi riunisce il vertice del partito nella villa di Gernetto. Si studia il cambio di nome e simbolo

ROMA. Un incubo. Così lo stato maggiore del Pdl descrive il voto amministrativo di maggio che in alcune regioni, secondo gli ultimi sondaggi, lo vedrebbe sotto al 10%. Stretto fra una Lega tentata da una corsa solitaria, un Terzo Polo che spera di mettere in difficoltà la segreteria di Angelino Alfano e la bomba dei falsi tesseramenti esplosa alla vigilia dei congressi, Silvio Berlusconi ha riunito ieri sera nella sua settecentesca villa Gernetto (Monza) lo stato maggiore del partito. L’obiettivo è quello di sondare gli umori di un Pdl ormai in fibrillazione, che vede il voto amministrativo come una Caporetto e che è sempre più diviso sul dopo Monti.
Su tutto incombe anche un restyling dell’immagine. Nome e simbolo non piacciono al Cavaliere, che in questi giorni ha spinto per presentare candidati sostenuti da liste civiche. Un passo che potrebbe segnare il ritorno a Forza Italia? Difficile immaginarlo anche se nel quartier generale di via dell’Umiltà non si esclude una simile soluzione («Berlusconi non fa che ripetere che il vecchio nome e il vecchio simbolo sono restati nel cuore degli italiani e sono vincenti...»).
Cosa farà il Pdl? Formigoni ammette che il partito cambierà nome. Nell’attesa di una decisione che, come sempre, spetta a Berlusconi, Alfano si tiene le mani libere, pronto a virare verso il cantiere moderato centrista, come spera l’ala moderata del partito rappresentata da Pisanu e Scajola, ma disponibile anche ad indurire la propria posizione verso il governo. Soluzione, questa, altamente improbabile ma che avrebbe due immediati vantaggi: riportare nell’orbita del Cavaliere i leghisti in fuga ed evitare una probabile frattura sul fianco destro del partito (governato da Gasparri, La Russa, Matteoli, Meloni e tutti gli ex An).
Su tutto grava l’incognita del voto amministrativo. Una sorta di vicolo cieco. Sul tavolo restano i nodi ancora da sciogliere del rapporto al Nord con la Lega e al Centro-Sud con l’Udc. Ma a creare problemi sono anche le false tessere che hanno portato al commissariamento di alcune città e che hanno costretto Alfano a minacciare la sospensione dei congressi.

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