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Pescara, 11/04/2026
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Data: 22/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Accordo anticrisi Confindustria-sindacati. Gli industriali: «Sviluppare l’aeroporto e convincere Trenitalia ad investire in Abruzzo» (Guarda il video)

Ieri la firma sul documento per rilanciare l’economia di Val Pescara e zona Vestina

PESCARA. Rilanciare l’economia della Val Pescara e della zona Vestina. È questo l’obiettivo del documento unitario firmato ieri, in Provincia, da Confindustria, Confapi, Cna, e dalle organizzazioni sindacali provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. L’accordo vuole regolare l’attività congiunta dei soggetti pubblici e privati per tutelare le aziende, assicurare la ripresa delle attività industriali e salvaguardare l’occupazione dei siti industriali in crisi. Nei comuni della Val Pescara e dell’area Vestina si registrano infatti situazioni di crisi economica e occupativa tra le più gravi della regione.
Sono quattro le linee di azione previste e sottoposte all’attenzione della Regione Abruzzo. La prima mira all’individuazione di un piano di interventi infrastrutturali. Tra essi vengono ritenuti improrogabili: il completamento strutturale dell’Interporto, lo sviluppo dell’aeroporto, l’approvazione definitiva del Piano regolatore portuale del Comune di Pescara e il prolungamento dell’asse attrezzato fino al porto, l’arrivo in tutto il Pescarese della fibra ottica e dell’alta velocità, l’adeguamento e lo sviluppo del sistema di collegamento ferroviario nelle direttrici Roma-Pescara e Pescara-Bologna. «Per quanto riguarda la situazione delle ferrovie», ha detto Enrico Marramiero presidente provinciale di Confindustria, «è chiaro che la società non vuole investire sul nostro territorio ma non può finire così, le forze politiche devono cercare subito un confronto con Trenitalia».
La seconda azione indicata nel documento, prevede la ricognizione da parte della Regione di tutti i progetti presentati dalle aziende del pescarese nell’ambito dell’intervento Fabbrica Abruzzo e, tra questi, gli interventi da avviare in Val Pescara e nella zona Vestina. «La Regione», si legge del documento, «verificherà l’impegno di ogni singola impresa ad avviare l’investimento e a chiudere le operazioni nell’arco di un triennio dall’avvio».
Il terzo punto riguarda l’individuazione dei fattori di sviluppo strategico per il rilancio competitivo delle imprese e del lavoro, che saranno oggetto di interventi finanziari e agevolati attraverso bandi pubblici. «Lo sviluppo competitivo», ha spiegato Marramiero, «passa attraverso ricerca, innovazione, energia, ambiente e sostenibilità».
La quarta azione punta, infine, ad interventi in favore di giovani, donne, over 50 e lavoratori precari. A questo proposito, il segretario provinciale della Cgil, Paolo Castellucci, ha ribadito che attualmente sono iscritti negli uffici di collocamento del Pescarese circa 49 mila persone, ben 11 mila delle quali hanno un’età superiore ai 50 anni, mentre 1.250 hanno addirittura più di 60 anni. Sempre secondo i dati forniti dal sindacalista, il 55% degli iscritti sono donne.
«Stime preoccupanti», ha detto Castellucci, «per le quali occorrono interventi immediati». Anche per Confindustria, la situazione appare difficilissima, in particolare quella del credito. «La Regione non riesce ancora a spendere i fondi europei previsti», ha detto Marramiero, «quello che chiediamo sono tempi certi e rapidi per la pubblicazione dei bandi e per l’erogazione dei finanziamenti. E poi vogliamo che venga approvata l’area di crisi a livello ministeriale».
«La questione del lavoro nella Val Pescara non è sostenibile», ha concluso Carmine Salce, direttore provinciale della Cna, «sollecitiamo le banche ad intervenire con una maggiore apertura al credito».

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