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Pescara, 09/05/2026
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Data: 12/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
E il popolo del «no» scende in piazza. Sorgentone: «Realizzeremo una sagoma in cartone del filobus per far capire ai cittadini cosa li aspetta»

L'associazione Strada parco prepara la manifestazione di domenica

PESCARA. Il popolo della strada parco non si arrende. Anzi, rilancia. Il presidente della omonima associazione, Mario Sorgentone ricorda che le adesioni al movimento sorto per fermare il progetto della Gtm sono già «più di duemila». E intanto si continua a lavorare alla grande manifestazione di domenica prossima: il corteo di protesta da Villa Sabucchi a piazza Salotto.
La novità della manifestazione è la grande sagoma realizzata in materiale leggero (cartone e compensato) che riprodurrà a grandezza reale uno dei vagoni del filobus: «Realizzeremo l'intelaiatura in scala naturale e la porteremo in piazza Salotto». La trovata dovrebbe servire a far comprendere, a chi non ne avesse ancora un'idea precisa, l'«ingombro» che il filobus avrà sulla strada parco, l'ex tracciato della ferrovia adottato ormai da molti cittadini come una sorta di grande cortile condominiale.
Le misure le fornisce lo stesso Sorgentone: «Diciotto metri di lunghezza e 2,80 di larghezza per ogni vagone. La strada è larga 7 metri e mezzo. Questo vuol dire che quando si incrociano i due filobus nella doppia direzione non resta più spazio per niente». E poi gli incroci: «Saranno una trentina. E ad ognuno di essi ci sarà un semaforo. Dunque, se come anticipato dai tecnici il filobus passerà ogni dieci minuti, parliamo di una sosta agli incroci di almeno un minuto ogni cinque, con tutto ciò che questo comporterà per il traffico nelle vie adiacenti. Basta ricordare che quando c'era la ferrovia passava un treno ogni due o tre ore. E già era un bel problema». Sorgentone è anche contrariato per il mancato invito della sua associazione alla audizione che si è svolta ieri su richiesta della commissione Sanità del Comune: «Avrebbero potuto invitare anche noi perché sono tante le cose che non sono state dette. Ad esempio si sostiene che la filovia risolverà il problema del traffico di viale Bovio. Ma su quali dati? Qualcuno ha detto quanti passeggeri trasporterà la filovia? Non ci risulta che sia stato fatto uno studio. E voglio aggiungere un'altra cosa: la pista ciclabile sarà occupata dalle pensiline, quindi sarà impraticabile».
Cosa resta da fare a questo punto? Sorgentone insiste: «Il consiglio comunale deve esprimersi ponendosi alcuni interrogativi. Primo, se una filovia di soli cinque chilometri può davvero risolvere i problemi del traffico della città e dell'area metropolitana». Il Comune di Montesilvano sembra ormai fuori dalla partita. Perché se è vero che il commissario straordinario assume i poteri di giunta e del consiglio comunale, è anche vero che può agire solo sull'ordinaria amministrazione e non su scelte di chiara natura politica. Anche il Comune di Pescara, tuttavia, sembra ormai rassegnato a salutare l'arrivo della filovia. E il sindaco Luciano D'Alfonso è stato chiaro nelle settimane scorse, proprio durante il dibattito pubblico che si è svolto a Palazzo di città sul destino della strada parco. D'Alfonso ha infatti detto a chiare lettere che se l'argomento fosse portato in consiglio comunale, il movimento anti-filovia ne uscirebbe con le ossa rotte. Perché da un suo personalissimo sondaggio tra i consiglieri, solo 4 o 5 (su 40) voterebbero per lo stop al progetto della Gtm (la Corte dei conti fa paura a tutti ndr). Anche l'assessore regionale ai Trasporti, Tommaso Ginoble era stato chiaro su questo: «Solo la volontà espressa dai due consigli comunali potrebbero fermare il progetto della filovia».

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