Corso d'Italia: "Viale dell'Astronomia smentisca, questo è troppo". Bonanni: "Il governo intende rompere il negoziato"
Il governo ha convocato le parti sociali per giovedì 23 febbraio, alle ore 18 presso ministero del Welfare in via Veneto a Roma, per un nuovo incontro sulla riforma del lavoro. Si riprenderà dalla discussione già iniziata sugli ammortizzatori sociali. Ma nel frattempo la trattativa, che finora ha vissuto di alti e bassi, sembra complicarsi.
"Inchioderemo il governo alle proprie responsabilità: da quello che ho capito, per fare quello che vuole, vuole rompere la trattativa. Non lo permetteremo". Così Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. "La cosa che deve capire il governo - ha aggiunto - è che noi non molleremo il tavolo, e sbaglia chi pensa di farlo", ha detto, aggiungendo che "saremo inchiodati al tavolo per trovare soluzioni responsabili".
Pesano però le distanze sull'articolo 18, come dimostra il botta e risposta odierno tra i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori. "Vorremmo avere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non fanno il loro lavoro". Così la leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, al convegno di Federmeccanica: "Noi abbiamo detto che l'articolo 18 deve rimanere per atti discriminatori, ma vogliamo poter licenziare quelli che non fanno il loro lavoro". Marcegaglia ha sottolineato come anche gli industriali vogliono una revisione della "flessibilità cattiva" in entrata. "Siamo consapevoli - ha detto - che ci sono stati degli abusi e questi vanno combattuti". Ma dall'altra parte "vogliamo rivedere anche la flessibilità cattiva in uscita".
Replica la Cgil con il segretario confederale Fulvio Fammoni: “È davvero troppo dire ‘vorremmo avere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non fanno il loro lavoro’, sottintendendo l’idea che il sindacato difendendo l’articolo 18, farebbe esattamente il contrario, come ha affermato oggi la leader di Confindustria, Emma Marcegaglia”.
“Si possono avere e sostenere tesi e idee diverse - aggiunge il dirigente di Corso d'Italia -, anche in modo forte, ma così si dicono cose non vere che offendono e mettono in discussione il ruolo del sindacato confederale italiano. La presidente di Confindustria deve smentire queste affermazioni”.