PESCARA C’è una data, ancora misteriosa, che potrebbe scompaginare i piani dei partiti e le aspirazioni dei singoli: è quella della chiamata alle urne per le prossime regionali, che sarà l’Emiciclo a fissare in piena autonomia. L’Abruzzo si troverà a gestire questo appuntamento in una situazione del tutto particolare. Nel 2008 l’arresto di Ottaviano Del Turco portò allo scioglimento anticipato della legislatura. Per il rinnovo del Consiglio si tornò alle urne nel dicembre dello stesso anno, anche se l’insediamento dei consiglieri avvenne nel gennaio 2009. Dunque è nel dicembre 2013 che gli abruzzesi dovrebbero tornare alle urne, solo sei mesi dopo il voto per le politiche. Ma questa data potrebbe essere posticipata o anticipata dalla Regione, influenzando notevolmente anche la politica.
Un precedente è proprio quello delle regionali del 2008. Inizialmente il voto venne fissato al 30 novembre-1. dicembre, ma l’esclusione della lista civica Per il Bene Comune,, poi riammessa, fece posticipare la data delle elezioni al 14-15 dicembre. Un precedente simile riguarda le elezioni regionali del Molise, nel 2006, quelle vinte dal presidente uscente Angelo Iorio, sostenuto dal centrodestra. Dunque, in piena autonomia, le Regioni posso spostare la data del voto rispetto alla scadenza naturale.
Ma fin dove questo è consentito? Secondo alcune interpretazioni, la data delle elezioni può essere posticipata, ma non anticipata. C’è però chi sostiene che nel caso dell’Abruzzo la scadenza del dicembre 2013 potrebbe essere anticipata al giugno dello stesso anno, in concomitanza con le politiche, nel nome dell’election day. Per far questo servirebbe naturalmente una deroga, un accordo con il Governo: in tempi di caccia al risparmio non sarebbe poi fantapolitica. Se ciò avvenisse, gli attuali scenari relativi a posizionamento dei partiti e aspirazioni dei singoli potrebbero cambiare radicalmente. Un esempio è quello di Gianni Chiodi che, in caso di anticipo ed election day, potrebbe giocare la sua partita su un doppio tavolo: il bis in Regione o il salto in Parlamento. Ma questo vale anche per molti altri, sia a centrodestra che a centrosinistra, che non hanno ancora chiarito il proprio percorso. L’alternativa è il posticipo alla primavera 2014, sempre in coincidenza con altre elezioni, stavolta amministrative.