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Data: 22/04/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Metropolitana, sui lavori un altro rinvio. Nessuna decisione per il ricorso Bruxelles chiede nuovi documenti

L'AQUILA. Il Tar ha rinviato al 10 maggio l'esame della richiesta di sospensiva, presentata dal Comune, del provvedimento con il quale la Soprintendenza ai beni architettonici ha diffidato l'ente a non dar corso ai lavori della metropolitana sulle aree, lungo via Roma e via Bafile, sottoposte a vincolo indiretto (adiacenti ai palazzi storici). Intanto, il Comune sta predisponendo alcuni atti da inviare a Bruxelles, in merito alla procedura di infrazione avviata sulla metro.
Documenti che dovranno servire a completare il quadro già tracciato nel corso dell'audizione che si è tenuta giovedì sera a Bruxelles dove sono volati, in rappresentanza dell'amministrazione, l'assessore all'urbanistica Francesco Carli e i dirigenti del settore Opere pubbliche e dell'avvocatura. Una vicenda che ha avuto inizio lo scorso mese di ottobre con l'invio ai ministeri competenti e al comune della lettera con la quale la Commissione europea ha avviato la procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano «sull'affidamento della concessione dei lavori relativa alla progettazione e alla realizzazione della tramvia, con gestione funzionale ed economica da parte dell'affidatario».
In sostanza la Commissione europea aveva rilevato «che dalla convenzione tra il Comune e il raggruppamento Cgrt (che sta eseguendo l'opera), l'intervento sembra configurarsi come appalto pubblico e non come concessione di lavori ai sensi del diritto comunitario». A tal proposito si sottolineava «come la concessione sia caratterizzata dal trasferimento del rischio di gestione dell'opera in capo al concessionario e rilevando al contempo comne, in assenza di tale rischio, un contratto debba essere invece considerato un appalto pubblico di lavori». E ancora nella procedura era stato rimarcato che «la previsione di un'entrata fissa e regolare a favore del concessionario sembra indicare che non sia questo a sopportare il costo dell'opera, con la conseguente eliminazione di ogni rischio di gestione a carico dello stesso».
Inoltre era stato citato anche il fatto che «le condizioni dell'affidamento sarebbero state modificate a seguito della pubblicazione del bando di gara relativo all'attribuzione della concessione dei lavori, in particolare per quel che riguarda la classificazione delle opere da realizzare».
Sulla base di tali considerazione la Commissione europea «avendo il Comune proceduto all'aggiudicazione di un appalto mediante una procedura di Prioject financing, ed avendo modificato le condizioni dell'affidamento previsto nel bando di gara» aveva disposto l'avvio della procedura di infrazione. Da qui l'audizione a Bruxelles. «La commissione» ha detto Carli «sta monitorando questo lavoro che ha il connotato della sperimentazione. Noi abbiamo illustrato il contenuto degli atti già sul loro tavolo e abbiamo concordato l'invio di altre note, soprattutto sulla preparazione della gara per l'individuazione del gestore. Insomma, siamo ancora in una fase interlocutoria».

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