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Data: 23/02/2012
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Trasporto locale e liberalizzazioni - Al rush finale la vendita degli autobus fiorentini

È la prima azienda pubblica dei bus in Italia a finire interamente sul mercato: ancora pochi giorni (la scadenza per le manifestazioni d'interesse è il 7 marzo) e si saprà chi sono i pretendenti per il 100% della fiorentina Ataf, messa in vendita dal sindaco Matteo Renzi che detiene la maggioranza (82%) delle azioni. Renzi, assieme al presidente e direttore generale dell'azienda Filippo Bonaccorsi, in questi mesi ha portato avanti una dura battaglia con i sindacati, contrari alla cessione, ribadendo la "filosofia" di sopravvivenza: la vendita è l'unica strada per non far morire Ataf, affidandola a un investitore industriale in grado di mettere le risorse che gli enti pubblici oggi non sono più in grado di garantire. Dopo aver chiuso il bilancio 2010 in pareggio, nel 2011 Ataf (1.270 dipendenti, 395 bus) stima di perdere circa sei milioni di euro, legati soprattutto al taglio dei chilometri percorsi (2,5 milioni in meno) e all'aumento del costo del carburante (1,2 milioni in più). In particolare Renzi e Bonaccorsi considerano fondamentale svolgere la gara per la cessione di Ataf prima di quella annunciata dalla Regione per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico su gomma che, per la prima volta, avrà un lotto unico regionale: un solo vincitore per tutta la Toscana, che dovrà percorrere 80 milioni di chilometri l'anno potendo contare su 160 milioni di risorse pubbliche. Chi può essere interessato ad Ataf? «Un'azienda che fa trasporto pubblico su larga scala - spiega Bonaccorsi - e che intende investire soprattutto dopo l'acquisto: non a caso, il rinnovo del parco mezzi è uno degli elementi che farà salire il punteggio». La base d'asta della gara - che ha per oggetto il ramo Tpl già confluito nella newco Ataf Gestioni srl e un ventaglio di partecipazioni societarie - partirà da circa sette-otto milioni. Il pretendente "naturale" è la francese Ratp, attuale partner di Ataf nella società di gestione della tramvia fiorentina Gest, ma anche nella società di bus Li-nea e nella piccola Lfi che integra ferro e gomma in Casentino e Valdichiana; altri probabili partecipanti alla gara sono le Ferrovie attraverso BusItalia e le aziende di tpl toscane che fanno capo a Ctt e Tiemme (quest'ultima ha come socio Lfi, e dunque indirettamente Ratp). «Le offerte saranno valutate da una commissione interna - spiega Bonaccorsi - ed entro l'estate la gara sarà conclusa». Una volta venduto il ramo Tpl, Ataf rimarrà una società immobiliare, proprietaria di un patrimonio (depositi e uffici) valutato circa 200 milioni, e gestirà le paline, le pensiline e il sistema di telecontrollo dei bus Avm.

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