SI RIAPRE la trattativa con Trenitalia perché la Puglia non sia un binario morto. «Entro marzo», come fa sapere l'assessore regionale ai Trasporti Guglielmo Minervini, dovrebbe essere rivisto e corretto, verso l'alto, il numero delle corse per il resto d'Italia. I risultati, che per ora hanno la forma di un pezzo di carta, si materializzerebbero con l'orario ferroviario estivo. Quello che entrerà in vigore dal mese di maggio. E' la conclusione del "faccia a faccia" di ieri pomeriggio a Roma tra Corrado Passera, il governatore Nichi Vendola e Minervini. La discussione va avanti per un paio d'ore. «Abbiamo trovato un ministro attento. Non una controparte, ma un interlocutore». Sul tavolo del titolare dello Sviluppo economico il dossier messo a punto dalla Regione per dimostrare una verità difficile da mettere in discussione: tra il 2009 e la fine del 2011, Ferrovie dello Stato avrebbe lasciato a piedi il Sud. «E' la fotografia di un Paese spaccato in due che, per la prima volta, siamo riuscitia documentare attraverso le cifre della stessa Trenitalia» avevano spiegato da Lungomare Nazario Sauro. I dati rivelano che la linea adriatica perde sempre e comunque nel confronto con il Settentrione: meno 38 per cento di treni a tariffa agevolata, meno 42 per cento per quelli cosiddetti "a mercato" (le Frecce rossa, argento e bianca), meno 60 per cento di "notturni". Su questi stessi fronti, il Nord non perde nulla e nel caso dei convogli "a mercato" guadagna addirittura il 23 per cento visto che passano da 182 a 224. Passera legge e dà l'impressione di non volere mettere la testa sotto la sabbia per fare finta di niente. «Il governo non vuole recitare la parte di Ponzio Pilato» assicura Minervini. Tant'è che salta fuori, inevitabilmente per grandi linee, la tabella di marcia: innanzitutto perché sia possibile «il riequilibrio del servizio». Tra marzo e maggio, il negoziato PugliaTrenitalia dovrà cominciare e chiudersi con la classica fumata bianca. «Sono fiducioso» confessa l'assessore ai Trasporti che tuttavia preferisce non fare voli pindarici: «Il ministero Monti non ci ha dato un contentino e basta. Ma in questi anni abbiamo imparato a conoscere la società guidata da Mauro Moretti, che farà melina e orchestrerà resistenze di qualsiasi tipo pur di non ripristinare i "notturni", almeno uno deve partire da Taranto, o i collegamenti diretti con Milano, Torino, Trieste e Venezia eliminando lo scalo obbligatorio di Bologna. Così come vorremmo che fosse potenziata l'offerta diurna». Sembra poi che anche il capitolo "Infrastrutture" rivedrà la luce. Passera garantisce che CONTATTI A sinistra, il presidente Nichi Vendola; in basso, l'assessore Guglielmo Minervini; in alto, Passera la Adriatica non subirà «nessuna marginalizzazione». Anzi. Dovrebbe essere rispolverato dal cassetto uno studio che aveva predisposto Rfi per realizzare l'Alta capacità proprio lungo la dorsale adriatica. Il primo progetto costerebbe qualcosa come 800 milioni di euro: 770 milioni, per la precisione. E permetterebbe alle carrozze di viaggiare a duecento chilometri all'ora. Vendola tira le somme: «Abbiamo avuto una interlocuzione molto attenta da parte del ministro Passera. Ha capito le ragioni sollevate dalla Puglia, che vuole riappropriarsi del diritto alla mobilità negato da Trenitalia». Minervini sorride, a denti stretti: «Molleremo solo quando la Puglia sarà rispettata». Il governatore "Passera ci ha dato ragione" Dice Nichi Vendola: "Abbiamo avuto un'interlocuzione attenta da parte del ministro. Passera ha capito le ragioni della Puglia, che vuole riappropriarsi del diritto alla mobilità " Il ministro "Adriatica, non sarà marginalizzata" Il ministro dei Trasporti Corrado Passera (nella foto) nell'incontro con Vendola e Minervini assicura che la dorsale adriatica "non sarà marginalizzata" L'assessore "Roma non farà Ponzio Pilato" Per Guglielmo Minervini, titolare dei Trasporti, nella vertenza con Trenitalia "il governo non reciterà il ruolo di Ponzio Pilato. Noi molleremo solo quando la Puglia sarà rispettata"