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Data: 24/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tensione sulle liberalizzazioni. Il Terzo Polo: voto non scontato. Monti: alcune modifiche non le accoglieremo, solo quelle migliorative

Gelo nel Pd. Letta: da noi nessuna retromarcia. Via libera alla fiducia sul Milleproroghe

ROMA «Avanti sì, ma non come il gambero», scrive su twitter Pier Ferdinando Casini a proposito di liberalizzazioni. Materia calda, incandescente, su cui il governo ha dimostrato le prime vere difficoltà anche se, nel frattempo, ha incassato la fiducia alla Camera sul milleproroghe aumentando anche i consensi rispetto all’ultima volta, ma subito dopo è stato battuto due volte su ordini del giorno di Idv e Pd. Non è un altolà, quello del leader centrista, assomiglia piuttosto a una messa in guardia a non retrocedere troppo su taxisti, farmacie e quant’altro. «Sia chiaro, di Monti mi fido, e il premier ci ha rassicurati», ha aggiunto poco dopo Casini annunciando che il voto favorevole del Terzo Polo non è «scontato», ma non è in discussione, purché non venga manomesso in peggio il provvedimento. Tutto aveva avuto inizio, del resto, proprio dal leader centrista, che in un altro messaggio su twitter la sera prima aveva posto una sorta di avvertimento del tipo «non consentiremo arretramenti sulle liberalizzazioni».
Il leader dell’Udc parla di «rassicurazioni» che in effetti il governo ha fornito al Terzo Polo durante un incontro con Francesco Rutelli e altri. «Palazzo Chigi ci ha rassicurato, il decreto non subirà arretramenti, i nostri emendamenti sono volti a rafforzare il testo, se il governo rimane sulla posizione iniziale del provvedimento noi saremo i suoi maggiori sostenitori, in caso contrario convocheremo i parlamentari per una decisione», ha anticipato Rutelli. Quanto al merito, il problema taxi ad esempio ruota parecchio, se non tutto, attorno al nodo dell’authority: «Non va bene l’emendamento dei relatori in base al quale le indicazioni dell’authority possono non essere rispettate dai Comuni, davanti alla cui risposta negativa l’authority può solo ricorrere al Tar», hanno spiegato dal Terzo Polo.
Malumori anche in casa Pd, dove però si è teso a sopire troncare, dando una versione da bicchiere mezzo pieno. «Occhio che sulle liberalizzazioni il testo finale è migliore e più avanzato dell’immagine di retromarcia che sta passando in giro», ha avvertito Enrico Letta, che nel Pd è un pasdaran di Monti. Non molto diversa la valutazione di Pierluigi Bersani: «In realtà, se si guarda meglio, non è equilibrato dire che ci sia stata una marcia indietro. Su assicurazioni e banche ci sono stati passi avanti. Non ci sono solo passi indietro». Anche se, ricorda il leader democrat, «noi avremmo auspicato qualche sforzo in più su professioni, energia, benzina e farmaci». Il leader del Pd ideatore delle famose «lenzuolate» promette il sostegno al provvedimento, «lo voteremo», e ricorrendo a una metafora delle sue spiega il senso sociale prima ancora che politico del suo disco verde: «Il pensionato che compra le croste di formaggio, se spendesse meno per i farmaci potrebbe comprare il formaggio e non le croste».
Ci ha pensato Monti in persona a rassicurare quei partner di maggioranza con il maldipancia: «Ci saranno modifiche che possiamo accogliere, e altre che non potremo accogliere e non accoglieremo».


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