Iscriviti OnLine
 

Pescara, 11/04/2026
Visitatore n. 753.021



Data: 24/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
«Ammortizzatori per tutti i lavoratori» Fornero ai sindacati: entro il 2017 estendere il diritto agli 8 milioni oggi senza tutele

ROMA. Nuovi ammortizzatori sociali tra 5 anni e flessibilità in entrata ma senza risorse pubbliche. Il negoziato sulla riforma del mercato del lavoro non è nemmeno cominciato che già si trova di fronte la questione dei soldi che non ci sono. Ieri il ministro Fornero si è incontrato con le parti sociali (sindacati e imprese) con l’obiettivo dichiarato di «condurre in porto un accordo». Ma la prima reazione di Susanna Camusso è critica: «Finchè il governo non ci dice quante risorse ci sono per gli ammortizzatori sociali è impossibile dire se la riforma va nella giusta direzione. A risorse invariate - ha aggiunto - siamo di fronte a una riduzione delle tutele e così non va bene».
Di fronte alle organizzazioni dei lavoratori sul piede di guerra su articolo 18 e cassa integrazione e alle imprese (spaccate tra piccole e grandi), il ministro ha posto anzitutto il problema su come estendere gli ammortizzatori sociali a tutti i 12 milioni di lavoratori. Solo poco più di 4, secondo Fornero, sono coperti da ammortizzatori sociali mentre poco meno di 8 ne sono esclusi. Il nodo è però sulle risorse. Per il ministro del Lavoro il sistema attuale degli ammortizzatori «non è adeguato» ma per sanarlo non si può ricorrere alla fiscalità generale. Il governo starebbe pensando a un sistema di tipo assicurativo-contributivo che però sposterebbe tutto il carico e l’aggravio di questa estensione su lavoratori e imprese. Proprio su questo problema si sono verificate le prime opposizioni e contrarietà.
Fornero ha introdotto la riunione sottolineando la sua «ferma intenzione» e la sua «determinazione» di trovare un accordo «avanzato per il bene del Paese». Al tavolo per le imprese hanno partecipato i leader di Confindustria, Abi, Ania, Alleanza delle cooperative e Rete Imprese Italia; per i sindacati i segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Presente anche una delegazione delle Regioni guidata dal presidente Vasco Errani. Dall’altra parte del tavolo col ministro Fornero, il suo collega dello Sviluppo Corrado Passera e il vice ministro Martone.
Negli intendimenti del governo ci sono almeno quattro punti da affrontare in progressione. Il primo riguarda gli ammortizzatori sociali. Lo schema iniziale delle scorse settimane è saltato. Vale a dire quello che prefigurava una revisione dell’intero sistema prevedendo solo la cassa integrazione ordinaria per le crisi temporanee, l’annullamento della cassa integrazione straordinaria e in deroga sostituita da un’indennità risarcitoria per chi perde il lavoro. I sindacati si sono opposti paventando ondate di licenziamenti. In pratica si sarebbe trattato di una cancellazione degli ammortizzatori perché le crisi temporanee di cui si parla sono coperti solo per 12 mesi. Queste proposte sono state accantonate negli ultimi giorni e sostituiti dall’idea di un’estensione degli ammortizzatori utilizzando un sistema di tipo assicurativo-contributivo.
L’altro pilastro riguarda la cosiddetta flessibilità in ingresso. Si tratta di un contratto di apprendistato per i giovani fino a 29 anni utilizzabili anche per le assunzioni di lavoratori in condizioni di mobilità. Questo dovrebbe essere un contratto a tempo indeterminato da riconfermare dopo i primi tre anni durante i quali i dipendenti non godono della copertura e della tutela dell’articolo 18. Da discutere ancora la questione retributiva che dovrebbe essere comunque assai più contenuta rispetto ai contratti normali.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it