Il leader confederale a Chieti per ritirare un premio speciale commenta le contestazioni a Mirafiori e denuncia i pericoli della speculazione finanziaria
CHIETI. Raffaele Bonanni e l'Abruzzo. Invitato a Chieti per ricevere il riconoscimento speciale del premio Fedeltà al lavoro e progresso economico della Camera di commercio, il segretario generale della Cisl, originario di Bomba, parla dell'attualità politica nazionale e locale. «Ho un rapporto molto forte, quasi viscerale con le tradizioni e la storia della mia terra. Spesso l'impegno sindacale mi porta lontano, ecco perché quando ho un po' di tempo torno sempre volentieri in Abruzzo».
Regione che ha portato ai massimi livelli Irpef e Irap per pagare la montagna di debiti della sanità.
Come vede questo provvedimento adottato dalla giunta Del Turco?
«Più che sommare tasse a altre tasse bisognerebbe comprendere come affrontare il tema della sanità. Ho sentito il presidente Del Turco fare l'elenco di tanti ospedali regionali che in effetti io conosco molto bene. Il problema vero è come ridefinire un rapporto ottimale con queste strutture sanitarie, capire come specializzare ciascuno di questi ospedali. Il sindacato è pronto a sostenere la Regione in un vero e proprio piano industriale della sanità, comprendiamo naturalmente la necessità di contenere i costi. Ma non bisogna dare la sensazione di rimuovere strutture o mortificare chi vi lavora. Quanto alla spesa eccessiva, l'altra grande questione da chiarire è il ruolo della sanità privata».
La contestazione del sindacato a Mirafiori, i fischi ricevuti da Prodi a Bologna. Cosa sta succedendo nel nostro Paese?
«Mi chiedo cosa accade nella politica e nei mass media. Dieci persone che contestano i sindacati o il premier non possono essere scambiate con il dissenso eventuale di 12 milioni di iscritti al sindacato. Oramai non è più il fatto che fa notizia ma la notizia che fa il fatto. Trovo questo sistema molto pericoloso per la democrazia. E' chiaro che così si va fuori pista».
Aumento del lavoro precario e sfilacciamento della base operaia. Come vede la proposta dei Comunisti italiani di assorbire 300mila lavoratori precari del pubblico impiego?
«In realtà, questo è un progetto che il sindacato ha già concordato con il governo. La precarizzazione del lavoro nel pubblico impiego è molto alta. Al di là della proposta dei Comunisti italiani, l'accordo è frutto di una trattativa lunga e laboriosa. Ora bisognerà discuterne con le Regioni».
Costo della vita e ritocchi tariffari. Si parla di nuovi aumenti per le autostrade. Cosa pensa la Cisl?
«Abbiamo sempre denunciato lo scempio delle concessioni autostradali come "galline dalle uova d'oro" non certo a favore dei cittadini ma per coloro che, in regime di monopolio, le gestiscono senza investire soldi nelle manutenzioni. Riteniamo che servizi così costosi vadano rimessi in discussione. Notiamo però un silenzio molto sospetto da parte di tanti esponenti di maggioranza e opposizione. Sarà perché in campagna elettorale tanta parte politica è stata finanziata dai concessionari autostradali».
Vertenze di lavoro in Abruzzo, il polo delle telecomunicazioni in crisi. Quali sono le possibilità di ripresa?
«L'Abruzzo è stato molto competitivo in passato, investitori esteri e italiani hanno trovato interessante fare impresa e lavorare nella nostra regione. Ora però tanti altri Paesi competono a costi inferiori di manodopera e con una qualità abbastanza simile ai nostri prodotti. La comunità abruzzese deve porsi il problema di tornare a essere competitiva investendo di più sulla ricerca e l'innovazione tecnologica, spendendo meglio per preparare bene i nostri giovani. Io spero che si riesca a dare una missione all'Abruzzo».
In un suo intervento a Vienna, alla confederazione internazionale dei sindacati, ha criticato il capitalismo finanziario internazionale e le ingiustize che produce mettendo a rischio la democrazia. Che ruolo può avere ancora il sindacato nel promuovere occupazione e dignità della persona?
«Bisogna continuare a celebrare la dignità del lavoro, sostenere chi trae guadagno dal sudore della fronte non dalla speculazione finanziaria. Gli umili lavoratori del commercio, dell'artigianato e dell'industria sono l'architrave del successo dell'Abruzzo. Sono l'espressione di un'economia non virtuale: tanto più si riesce a fare questo, quanto più la democrazia ne avrà giovamento, oggi assistiamo allo svuotamento del lavoro e la politica diventa un simulacro sbiadito di quel che rappresentava qualche tempo fa».
Sicurezza nei luoghi di lavoro. Come giudica il fatto che l'Abruzzo è "maglia nera" per gli infortuni?
«Mi chiedo perché per avviare un'impresa sia sufficiente iscriversi alla Camera di commercio. L'impresa deve garantire qualità del prodotto e qualità del lavoro, ma questa si esprime soltanto in un luogo protetto. Il problema non è fare leggi draconiane, la questione è a monte: se l'unica regola è bruciare la concorrenza, anche a repentaglio della salute e la dignità del lavoratore, che mercato è mai questo?»