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Data: 24/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Verso il voto a L'Aquila - Vendola: coinvolgere i cittadini nelle scelte. Primarie del centrosinistra, il leader di Sel all’Aquila a sostegno della candidatura Festuccia

Le proposte per il capoluogo: democrazia partecipata, stop al consumo del suolo, valorizzare le vocazioni della città «Decisivo sarà garantire il lavoro soprattutto ai giovani»

L’AQUILA. Oggi pomeriggio alle 18 nella sala Ance al Torrione il leader di Sel (Sinistra ecologia e libertà) Nichi Vendola incontra gli aquilani.
La visita di Vendola - che è anche presidente della Regione Puglia - è a sostegno della candidatura - alle Primarie del centrosinistra - di Vittorio Festuccia che sfida l’attuale sindaco Massimo Cialente. Nichi Vendola ha accettato di rispondere ad alcune domande del Centro.
Presidente Vendola come valuta l’annunciata fine del commissariamento relativo alla gestione della ricostruzione dell’Aquila?
«E’ quello che i miei amici aquilani chiedevano ormai da tempo e quindi è una valutazione positiva. Ma prima di dare giudizi bisogna anche capire che cosa accadrà adesso. Dire semplicemente dare poteri ai sindaci non è sufficiente. Noi diciamo che bisogna ridare la parola ai cittadini, che finora non ne hanno avuta. Serve insomma un modello nuovo di democrazia, una democrazia partecipata».
La legge per L’Aquila è ancora ferma in parlamento, ritiene che se approvata possa essere la vera svolta per il capoluogo d’Abruzzo?
«Certo, e noi lavoreremo affinché il testo sia il più vicino possibile a quello elaborato dai cittadini aquilani che hanno promosso la raccolta di firme. Ecco, questo sarebbe un bell’esempio di democrazia partecipata»
Il vostro candidato, Vittorio Festuccia si presenta alle primarie sfidando l’attuale sindaco Cialente. Quali sono le vostre proposte per il futuro dell’Aquila?
«L’idea ricostruire com’ era e dov’era non basta. Dobbiamo immaginare un futuro vero per L’Aquila e per i suoi cittadini, soprattutto i più giovani. Un modo per immaginare tale futuro è partire dalle vocazioni della città che sono l’Università, la cultura musicale e teatrale, l’innovazione tecnologica. Nell’immediato bisogna fermare il consumo di suolo che rischia di stravolgere un territorio già di per sé stravolto e pensare al lavoro, senza lavoro L’Aquila non potrà rinascere. Da un punto di vista più generale bisogna dire no all’antropizzazione cattiva, alla speculazione, al cemento, alla violenza nei confronti dei luoghi del vivere di tutti quanti noi».

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