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Data: 24/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mills, lo sfogo di Berlusconi «Voglio parlare in aula». Il Cavaliere domani a Milano per la sentenza: dirò la mia

ROMA - Meditava di fare una conferenza stampa, ieri sera, contro la Corte d’Appello di Milano. Voleva denunciare le accuse «non fondate» sulle quali è basato, a suo giudizio, il processo Mills per il quale, domani, è atteso il verdetto. Che può essere di condanna, a meno che non venga riconosciuta in extremis la prescrizione come chiedono e sperano gli avvocati della difesa. Ma Silvio Berlusconi non ne ha fatto più niente, cancellando l’appuntamento. Si è lasciato convincere da alcuni fedelissimi, Angelino Alfano, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti su tutti, a deporre le armi contro le toghe. «Può essere un boomerang», lo hanno avvertito. L’ex premier che, in mattinata, aveva annunciato la mossa in Transatlantico, ha dovuto desistere di fronte alle ragioni addotte di opportunità giudiziaria. E così la conferenza stampa è stata annullata.
L’ansia per la sentenza però è forte. «Vogliono distruggere la mia immagine» va ripetendo in tutte le salse, cene comprese, il Cavaliere. Ora pensa a un’altra mossa. Domani vuole andare a Milano per partecipare all’udienza e rendere una deposizione spontanea prima che i giudici della Corte di Appello si ritirino in camera di consiglio per emettere la sentenza. L’ex premier, accusato di corruzione in atti giudiziari per aver versato 600mila dollari all’avvocato inglese David Mills, in cambio di dichiarazioni reticenti nell’ambito di altri due processi, mette in conto tutte le ipotesi. La più grave sarebbe quella di condanna: la richiesta avanzata dal Pubblico ministero è di 5 anni. Ma non è detto che possa arrivare quella pena, in quanto l’ex premier potrebbe essere prosciolto per prescrizione del reato. Secondo il Pubblico ministero, calcolando le numerose sospensioni di cui ha beneficiato Berlusconi quando era premier, il processo si prescriverà tra il 3 maggio e la metà di luglio 2012. La difesa, formata da Piero Longo e Niccolò Ghedini, sostiene che il reato è già prescritto dal 3 febbraio scorso. Dopo aver incassato il no alla ricusazione della corte, i legali pensano a un’altra mossa. Presentare una memoria difensiva che sarà depositata questa mattina nella cancelleria della Corte d’Appello. Insisteranno su un fatto: che Mills è stato prosciolto in Cassazione, per prescrizione del reato, dopo essere stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere.
Berlusconi continua a sostenere, durante gli incontri con deputati e senatori, che «il processo di Milano è una perdita di tempo» e di essere «indignato per l’accanimento contro di me, che non ha eguali nella storia». Alfano ha parlato di «una sentenza inutile» perché il processo «è morto e a Milano si fa l’esatto contrario». Francesco Storace che si è recato a palazzo Grazioli per presentare la «marcia di Roma» della Destra del 3 marzo, dice di aver visto un Berlusconi depresso, preoccupato di una condanna che getti discredito su di lui.

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