ROMA Sorpresa, l’Ici per la Chiesa entra nel decreto sulle liberalizzazioni. Il governo ha presentato ieri l’emendamento che il presidente del Senato, Schifani, ha dichiarato ammissibile e non in contrasto con la lettera, recentissima, inviata alle Camere dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che raccomandava sobrietà sugli emendamenti. Nel tormentato iter del cresci-Italia, al centro di un’attività di lobbying mai vista, non entrerà invece la nuova norma sulla golden share in difesa delle imprese strategiche nazionali. L’esame è stato avviato ieri dal Consiglio dei ministri ma è stato rinviato. A chi sollevava dubbi sull’attinenza dell’Ici con il tema delle liberalizzazioni, Palazzo Chigi e Palazzo Madama hanno risposto che va nella direzione di dare una risposta rapida ed esauriente ai rilievi Ue che espongono l’Italia ad una procedura d’infrazione proprio perché in contrasto con le norme europee sulla concorrenza.
L’estensione dell’Ici (in verità ormai si chiama Imu) produrrà i suoi effetti fiscali dal 1° gennaio 2013 e non riguarda solo gli immobili di proprietà della Chiesa cattolica ma anche quelli di qualsiasi altra onlus, partito o sindacato. Le maggiori entrate «saranno accertate a consuntivo», ha spiegato Palazzo Chigi. E per la quota a disposizione dello Stato potranno essere destinate all’alleggerimento della pressione fiscale, promessa alle famiglie.
La decisione del premier Monti è arrivata nel tardo pomeriggio. Fino a quell’ora il decreto liberalizzazioni aveva ripreso il suo accidentato percorso con l’approvazione di alcuni articoli in commissione: diventano annuali (e con tempi certi di chiusura) i concorsi per i notai; i prezzi del gas dovranno allinearsi al livello medio europeo; sì alle norme su autostrade e carte di identità. Presentato, ma non votato, l’emendamento bipartisan dei relatori sulla separazione di Snam da Eni che prevede tempi più stretti per completare l’operazione. Previsto anche un monitoraggio sui gasdotti internazionali. Infine, via libera dei relatori Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl) anche ad altre modifiche: gli edicolanti non si potranno rifiutare di vendere anche i gadget abbinati ai giornali; i contratti per il personale ferroviario delle nuove società in concorrenza con le Fs rimangono aziendali ma la contrattazione viene affidata ai sindacati più rappresentativi a livello nazionale. Sì anche ad un corposo emendamento sui servizi pubblici locali che attenua, in parte, la stretta sui Comuni. Sui taxi nulla di fatto. L’opportunità di rendere vincolanti le direttive dell’Authority Trasporti è ancora oggetto di discussione così come le novità per farmacie e professionisti che saranno lasciate in coda.
Tornando all’Ici per la Chiesa, l’esenzione è un beneficio di cui godranno solo le attività svolte in modo esclusivo «con modalità non commerciali». Nel caso di immobili ad utilizzazione mista, l’Ici si paga in proporzione. E si riapre la polemica: «L’istruzione è un’attività commerciale? Il governo dica se asili nido e scuole parificate devono pagare la nuova Imu o no» chiede il pdl Maurizio Lupi.