ROMA. Riunione-fiume del Consiglio dei ministri che ha varato il decreto sulle semplificazioni. Ancora una volta il premier ha voluto discutere nel dettaglio con i singoli ministri il pacchetto di provvedimenti fiscali, che pur contenuto in 16 articoli, è composto da decine di singoli punti che sono stati analizzati in dettaglio, anche alla luce dei dossier preparati dalla Ragioneria e dal ministero dell’Economia. E commentando indirettamente il pacchetto di misure al vaglio dell’esecutivo, Monti incontrando il collega irlandese Enda Kenny ha ribadito che l’esperienza irlandese «è una buona dimostrazione che anche in Italia misure di consolidamento del bilancio e rigore e riforme strutturali possono essere difficili da sopportare ma generano crescita».
Nel pomeriggio il presidente del Consiglio era salito al Quirinale, per illustrare i cardini del provvedimento e per avere il via libera dal Capo dello Stato sia sull’emendamento all’Ici che sull’iter per le riforme che saranno messe in cantiere già nelle prossime settimane. La prudenza del governo si sposa con la necessità di inserire queste norme in un quadro più organico di misure fiscali che saranno varate solo in primavera e con il dovere di rispettare le indicazioni di Napolitano sulla organicità dei decreti. Oltre alla necessità di evitare di inserire norme estranee, che rischierebbero la bocciatura della Consulta, il governo è alle prese anche con un’altra regola ferrea: licenziare decreti il più possibile coerenti e coesi, pur all’interno di ampi contesti, come è comunque il decreto varato ieri che prevede “disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie di efficentamento e potenziamento dell’accertamento nonché ulteriori disposizioni urgenti in materia finanziaria”. Sicuramente gli uffici del Colle hanno voluto verificare la congruità delle diverse norme contenute nel decreto, a cominciare dal loro carattere “urgente”. Il governo Berlusconi, anche nel recente passato aveva utilizzato questo sistema per inserire norme, proprio nei decreti-legge, poi scoperto essere intruse.