PESCARA Moody's boccia l'Italia ma salva l'Abruzzo. L'influente agenzia internazionale, nella sua ultima valutazione sull'affidabilità di enti territoriali e istituzioni finanziarie, declassa il Paese da A2 ad A3, abbassa il rating di 10 regioni e lascia invariato l'outlook dell'Abruzzo. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l'assessore al Bilancio, Carlo Masci, esprimono la loro soddisfazione. «E' un riconoscimento che arriva da un ente terzo, criticato ma autorevole, capace di incidere sui processi finanziari e politici a livello globale - rimarca Chiodi -. Nel 2007 eravamo la Grecia d'Italia, in pieno default, incapaci di pagare i fornitori senza gli aiuti dello Stato e delle altre Regioni; oggi possiamo vantare un debito più basso, un deficit azzerato e una credibilità recuperata». Moody's, in realtà, non inserisce l'Abruzzo tra le gli enti più virtuosi, dal momento che il rating della regione è fermo a Baa1, superiore soltanto al Baa2 di Lazio, Molise, Calabria e Campania, ed equivalente al giudizio sul Piemonte. Altri territori, con problemi anche più gravi, godono di una valutazione migliore: Sardegna, Sicilia e Puglia, ad esempio, sono nella fascia A3. Tuttavia, sul lungo periodo, l'Abruzzo recupera posizioni. «Dal 2009 al 2012 la maggior parte delle Regioni è scesa di 3 o 4 scalini - rileva Masci - noi soltanto di 2, a conferma del fatto che siamo sulla strada giusta». Se tre anni fa altre regioni sottoposte al piano di rientro dal deficit sanitario, come Lazio e Molise, erano sullo stesso gradino dell'Abruzzo, oggi hanno perso terreno. La valutazione va storicizzata, contestualizzata e rapportata alle condizioni del resto del Paese. La variazione del rating, d'altronde, non dipende soltanto dai risultati conseguiti sul piano del contenimento delle spese e della riduzione del debito, ma è anche un riflesso delle oscillazioni a cui è sottoposto l'intero sistema-Italia. La stessa Moody's, nel motivare le sue scelte, sottolinea che «l'Abruzzo è tra le regioni che hanno subito il minor declassamento per le crisi economico-finanziarie degli anni 2008-2012, ottenendo buoni risultati nonostante i devastanti effetti del sisma». Il debito della Regione è croce e delizia della sua reputazione internazionale: da una parte l'agenzia lo considera ancora troppo elevato, dall'altra giudica positivamente la sua riduzione. «A fine 2008 ammontava a un miliardo e 769 milioni di euro - evidenzia Masci - noi lo abbiamo ridotto del 14%, portandolo a un miliardo e 429 milioni». Moody's, inoltre, promuove l'Abruzzo sul riequilibrio del sistema sanitario e giudica adeguata la giacenza di cassa. Al contrario, guarda con preoccupazione alle rigidità della leva fiscale regionale e alla debolezza del sistema economico abruzzese.