Nel 2011 cresciuti ricavi e passeggeri. Risultato in lieve perdita
ROMA - Si avvia alla conclusione l’era di Rocco Sabelli in Alitalia. Il manager, dopo 3 anni, lascia la compagnia con i conti sostanzialmente in ordine, soprattutto in considerazione della dura crisi del settore. Cedendo la cloche nelle mani fidate di Andrea Ragnetti. Ieri il cda ha approvato il bilancio e nominato, come previsto, direttore generale l’uomo scelto da Sabelli per guidare l’azienda nel futuro e stringere, turbolenze permettendo, l’alleanza con Air France. Non prima, ovviamente, di aver accresciuto il valore commerciale e industriale della nostra compagnia di bandiera. Ragnetti, come anticipato dal Messaggero, diventerà amministratore delegato il 26 marzo, quando sarà nominato dall’assemblea dei soci. Di fatto però ha già cominciato a lavorare, una full immersion partita una settimana fa a fianco di Sabelli e con l’imprimatur del presidente Roberto Colaninno.
Sul suo tavolo le questioni aperte sono tante. L’obiettivo principale è trasportare 4-5 milioni di passeggeri in più ogni anno rispetto ai 24,6 che la compagnia ha fatto volare nel 2011. Un balzo che dovrebbe basarsi su una aggressiva politica commerciale e lo sviluppo del settore low cost. Da qui l’idea di integrare Wind Jet e Blue Panorama per gestire sia i picchi di richieste estivi che le difficoltà congiunturali. Certamente Alitalia resterà il brand principale, quello più prestigioso, sotto il quale opereranno altri marchi distinti. Spetterà a Ragnetti declinare il piano. E gestire un bilancio che si è chiuso con ricavi in crescita a quota 3,4 miliardi (+7,9%) e 25 milioni di passeggeri trasportati (+5,5%). Il risultato operativo è stato di -6 milioni, in miglioramento di 100 milioni rispetto al 2010 e tale da segnare un margine di -0,17% sui ricavi. Molto bene il load factor (l’indice di riempimento degli aerei) cresciuto di 0,8 punti, raggiungendo il 72,8%. Meglio, per fare un raffronto, di colossi come Air France, Lufthansa o British Airways.
La compagnia sottolinea che i ricavi legati alle attività internazionali ed intercontinentali sono aumentati del 7,2% e hanno raggiunto il 62% del totale dei ricavi da traffico passeggeri. La situazione finanziaria vede al 31 dicembre 2011 un indebitamento netto pari a 854 milioni, principalmente riconducibile - spiega l'Alitalia - all'indebitamento sulla flotta di aerei di proprietà, per 675 milioni (774 milioni nel 2010).
Nel 2012, il piano di rinnovamento vedrà un'accelerazione nel ritmo delle consegne di aerei di lungo raggio e di corto-medio raggio, con l'ingresso di almeno 20 nuovi aeromobili in flotta, di cui cinque Airbus A330 per i voli intercontinentali. Prevista la dismissione di 16 vecchi aeromobili.