La delicata fase che porterà gradualmente al passaggio di poteri dal commissario ai sindaci è ufficialmente iniziata. Al roboante annuncio di Chiodi in occasione della visita in città del ministro Barca, infatti, è seguita ieri la diffusione del primo documento programmatico che anticipa i contenuti salienti della rivoluzione. Per il momento è solo una sorta di manifesto, una cornice di princìpi all’interno della quale dovranno poi essere inseriti gli atti tecnici e amministrativi. La direzione, però, è già chiara: tutto ruota attorno alla maggiore responsabilità che avranno i Comuni nella ricostruzione dei centri storici. La fase dell’attuazione dei piani, in questo senso, è quella più delicata e complessa. Ecco perché Chiodi, nel documento «Elementi per una nuova politica della ricostruzione: rete e accordi interistituzionali» dice subito che «le amministrazioni devono compiere un notevole sforzo di innovazione». Cambierà, a questo proposito, il meccanismo di esame dei progetti: ci sarà un dialogo più serrato tra i diversi attori, un raccordo più stretto tra i diversi profili di valutazione (tecnico, economico, finanziario, organizzativo), il rafforzamento delle funzioni di vigilanza e controllo (eventualmente anche dopo la concessione dei finanziamenti). In questo senso si opererà in due direzioni: i Comuni sperimenteranno «l’ambito territoriale ottimale per la gestione associata dei servizi e delle funzioni», anche attraverso l’istituzione degli uffici tecnici comunali associati; il bagaglio di conoscenze prodotto sarà radicato e si cercherà di farne un modello. Una rete tra Università, enti di ricerca, Comuni, struttura commissariale che si costituisca come «comunità di pratica» stabile.
Nel frattempo il nunzio apostolico a Belgrado, monsignor Orlando Antonini, è intervenuto auspicando una ricostruzione «meglio di com’era». L’insigne prelato ha salutato con favore la visita del ministro Barca e ha insistito su alcuni punti: L’Aquila ripensata come città turistica, ricostruzione di qualità del patrimonio edilizio, governi comunali di larghe intese.