MONTESILVANO - Una botta che nessuno si aspettava: il sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma non andrà a votare al congresso provinciale del Pdl, che si terrà domani. Quindi sul partito che in città sta facendo registrare sfilacciature più o meno profonde, oggi piove la tegola del rifiuto di Pasquale Cordoma.
Un gesto che potrebbe preludere ad una rottura con Lorenzo Sospiri o quanto meno incidere sulla candidatura bis del sindaco uscente. «Il congresso e la ricandidatura di Cordoma - si affretta a spiegare Sospiri - sono due cose ben distinte. Se il sindaco di Montesilvano viene a votare mi fa piacere, se non si presenta non cambia niente». Ma perché Cordoma, dopo aver informato della sua scelta i vertici del partito Angelino Alfano, Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, si è dimesso dalla lista presentata al congresso? L’interessato glissa e non risponde a tono, ma quella lista è nata a sua insaputa e nessuno l’ha informato sui componenti e soprattutto sul patto del elader uscente con Pescara futura di Carlo Masci; cosa che gli ha dato fastidio perchè ci sono persone che non ne avrebbero diritto.
Come avevamo anticipato dunque Pasquale Cordoma non andrà a votare al congresso provinciale: «Ma lascio ai miei iscritti e sostenitori (qualcosa come 800 voti) facoltà di andare o meno. Ciascuno sarà libero di decidere secondo coscienza». Questa frattura con Sospiri, l’amico di tante battaglie, che conseguenze avrà quando il tavolo della coalizione di centrodestra dovrà scegliere il candidato sindaco di Montesilvano? «Chi - ripete Sospiri - sarà eletto nuovo presidente al congresso provinciale di domenica dovrà assumersi l’onere di convocare subito dopo il tavolo. Se sarò io l’eletto, già da lunedì prenderò a lavorare con tutti gli alleati, i partner delle liste civiche, Rialzati Abruzzo ed il nuovo polo dell’Udc per scegliere il candidato. Il Pdl ovviamente ripartirà dal sindaco uscente. Poi sarà la coalizione a decidere».
Intanto sull’altro fronte si registra la dichiarazione di Nino D’Annunzio pronto a candidarsi da solo con la sua lista Ri-formatori, non soddisfatto delle scelte ormai superate del Pd di Montesilvano. «Una sinistra - spiega - che dovrebbe nutrire ambizioni per una città di oltre 50 mila abitanti ed invece è contraddistinta da invidie e vecchi rancori».