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Data: 25/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Evasione, giro di vite del governo no al fondo per ridurre le aliquote. Lavoratori interinali equiparati ai dipendenti nella stessa azienda

ROMA Il decreto di semplificazione fiscale approvato ieri dal Consiglio dei ministri perde una delle sue parti almeno simbolicamente più importanti: l’istituzione del fondo destinato a contenere i proventi della lotta all’evasione, per poi restituirli ai contribuenti sotto forma di maggiori detrazioni per le famiglie. Una misura che probabilmente non avrebbe avuto effetti pratici immediati (almeno non prima del 2013) ma che rappresentava una sorta di programma d’intenti, particolarmente significativo per gli italiani chiamati a contribuire per con le proprie tasse allo sforzo per il risanamento.
La novità, contenuta nell’articolo 15 delle bozze circolate nei giorni scorsi, sarebbe stata in realtà l’anticipazione di un meccanismo teoricamente già esistente, previsto dalla seconda delle manovre estive dello scorso anno. Quel testo prevedeva un fondo con questa finalità a carattere strutturale, che avrebbe dovuto finanziare gli sgravi fiscali compatibilmente con il rispetto degli impegni di bilancio. Si era pensato nei giorni scorsi di fare in modo che sul fondo affluissero già dal 2012-2013 gli specifici proventi derivanti dalle misure anti-evasione inserite nel decreto all’esame del Consiglio dei ministri; e di destinarli poi a sgravi anche non permanenti, come l’incremento delle detrazioni fiscali per le famiglie.
In questo modo però il governo avrebbe posto un vincolo alle proprie scelte future, per di più nel contesto di un provvedimento di urgenza, per quanto importante. Tutto ciò mentre è in preparazione un nuovo disegno di legge delega in materia fiscale, riscritto rispetto a quello concepito da Giulio Tremonti, che conterrà le grandi linee della riforma futura. L’esecutivo ha quindi preferito soprassedere, verosimilmente rinviando a quella sede un impegno formale in tema di riduzione della pressione fiscale. D’altra parte, si spiega a palazzo Chigi, istituire il fondo senza potervi scrivere una cifra precisa, nemmeno in via previsionale, sarebbe stato poco serio, sostanzialmente solo un annuncio. La scelta di attendere ancora è coerente con la linea fin qui tenuta dal governo, che pur approvando molti provvedimenti contro l’evasione non ha voluto quantificare i risultati e usare queste somme come copertura finanziaria per altre norme.
Resta quindi l’impianto del decreto che contiene da una parte norme pensate per semplificare un po’ la vita al cittadino, dall’altra la nuova stretta contro l’evasione. Il Consiglio dei ministri ha poi approvato altri provvedimenti, tra cui un decreto legislativo che attuando la direttiva comunitaria 104 del 2008 stabilisce la piena equiparazione tra i lavoratori interinali e i lavoratori dipendenti all’interno della stessa impresa, per tutto il periodo in cui i primi vi prestano la loro opera.

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