Altro episodio di violenza tra tassisti a Chieti: ieri due persone sono arrivate alle mani al culmine di una discussione dovuta al fatto che alcuni operatori ricevono le chiamate su un numero con prefisso 085 (cioè quello pescarese) non autorizzato dal sindaco. Solo l’intervento di un assessore comunale ha evitato che la situazione potesse degenerare. A renderlo noto è il presidente di Uritaxi Abruzzo, Antonio Abagnale. «Tutto è successo dopo l’ennesima presa in giro degli otto tassisti del Consorzio Cometa - spiega Abagnale - che continuano a ricevere chiamate su un numero non autorizzato dal sindaco di Chieti in quanto uno 085. Gli altri sette tassisti di Chieti, entrati da poco a far parte di Uritaxi, non sono assolutamente contrari al Radio Taxi, ma non ammettono che nella propria città ci sia un numero 085, in quanto crea soltanto grossa confusione per i cittadini. Chiedo al sindaco, di intervenire subito, prima che ci siano episodi più gravi. Voglio inoltre ricordagli che per formare un’area metropolitana o un’associazione con un unico numero di Radio Taxi c’è bisogno del consenso dei sindaci delle città interessate. L’Uritaxi si sta impegnando affinché anche gli altri tassisti di Chieti abbiano a breve il loro Radio Taxi, che come prefisso avrà uno 0871, con l’obiettivo di creare una concorrenza che giovi ai cittadini di Chieti».
Sul fronte dei tassisti il clima resta dunque teso: appena un mese fa un tassista teatino a marchio Cometa - Confartigianato era stato aggredito da un collega pescarese, non all’aeroporto, come è accaduto in passato, ma alla stazione ferroviaria di Pescara. Preso a pugni in pieno giorno mentre lavorava e ci accingeva a caricare un cliente negli appositi spazi riservati ai taxi. I tassisti teatini, titolari di regolari licenze rilasciate dal Comune di Chieti, continuano a non poter lavorare a Pescara senza subire vessazioni o minacce.