La battaglia va avanti, anzi, sarà intensificata con analoghe assemblee in altri centri interessati, affinché il pendolarismo tra l’Abruzzo e Roma sia preso nella giusta considerazione e, in tale contesto, adottate tutte le misure necessarie per la soluzione dei problemi che da decenni sono il calvario delle migliaia di studenti e lavoratori che ogni giorno devono raggiungere la capitale. Questa, in sintesi, è la volontà emersa durante l’assemblea che si è tenuta ieri mattina nell’auditorium del Centro servizi culturali di Avezzano. Un’assemblea affollata, che ha visto la partecipazione, per discutere lo spinoso problema, di pendolari provenienti da ogni parte della regione. Non è stato il solito incontro per fare rimostranze e avanzare richieste, è stato un momento anche per offrire idee di possibili soluzioni all’annoso problema. «I disagi aumentano di giorno in giorno – ha detto l’architetto Lucia Proto, portavoce del Comitato pendolari 5,30 – camminiamo quotidianamente sul filo del rasoio e basta un niente, per far si che interi programmi di giornata siano destabilizzati con le logiche conseguenze che si ripercuotono sugli studi, sul lavoro, sulle famiglie. Situazioni che si ripetono, purtroppo, con straordinaria frequenza. Da anni». Durante l’assemblea l’ingegnere Domenico Trifoni di Giulianova ha illustrato, a carattere tecnico, il possibile superamento dei livelli per la realizzazione del raddoppio del binario della linea ferroviaria Roma – Pescara. Un discorso ripetuto e perpetuato nel tempo. Una possibilità auspicata da molti ma ritenuta impossibile, se non addirittura irrealizzabile, da tanti. «I seicento milioni dei fondi Fas sbloccati – ha detto ancora Lucia Proto – chiederemo che siano utilizzati per lo sviluppo del trasporto pubblico su rotaia, in maniera sinergica. Arpa e Trenitalia non possono continuare ad offrire servizi in fasce orarie concomitanti, che si accavallano». Una forma concorrenziale, quest’ultima, che non giova a nessuno, anzi. che continua a penalizzare l’utenza, con corse comuni e larghi, lunghi e vuoti intervalli. Infine, gli immancabili riferimenti ai recenti disagi causati dalle abbondanti nevicate che hanno penalizzato i collegamenti. «Durante le recente ondata di maltempo – ha aggiunto la referente del Comitato pendolari 5,30 - diversi studenti e lavoratori sono stati costretti a restare lontano da casa anche per tre giorni.Giorni durante i quali non sono stati trattati come si sarebbe dovuto. Ma per questo – ha concluso Lucia Proto – è in corso di valutazione una eventuale azione di una class action».